Contatti leggeri e rigorini: il linguaggio che inquina la mente
CONTATTI LEGGERI E RIGORINI – C’era una volta una storia semplice: contatto, fallo. Una storia fatta di due parole che esprimevano un concetto accessibile a chiunque. Un calciatore che infrange il regolamento, impedendo all’avversario di effettuare una giocata perché lo tocca, lo sbilancia, lo sgambetta, lo spinge ecc. commette un’infrazione che viene punita, appunto, con un fallo. E se l’infrazione viene commessa all’interno della propria area di rigore è, appunto, calcio rigore.
L’introduzione di tecnologie all’avanguardia è solo un passo successivo alle millemila interpretazioni che nel corso degli anni l’IFAB, di concerto con l’homo arbitrus, ha sviluppato nei confronti del regolamento stesso. Il calcio di rigore non assegnato al Napoli in occasione del contatto Ferrari-Kvaratskhelia è la summa delle masturbazioni mentali che si sono susseguite nei criteri di giudizio.
Fonte: Europacalcio.it