Juventus, David: è finita la magia, Johnny
Il lauto successo contro il Pisa ha in parte cancellato malumori e pesantezza nell’ambiente dopo un periodo piuttosto buio. Nonostante ciò, alcune questioni rimangono avvolte da un alone di perplessità in casa Juventus, soprattutto quelle relative al reparto offensivo con il rinnovato perdurare di prestazioni negative da parte di Jonathan David. L’attaccante canadese, infatti, dopo un più che positivo mese di gennaio, è tornato a disputare partite anonime, senza incidere, che il più delle volte hanno costretto Spalletti a preferire un assetto col falso centravanti. Da possibile recupero, dunque, l’ex Lille è gradualmente scivolato nuovamente nell’alveo dei giocatori posti sotto la lente d’ingrandimento da parte del mondo bianconero.
David, l’uomo arrivato come redentore
Arrivato a Torino la scorsa estate a parametro zero per essere il nuovo attaccante titolare della Juventus targata Igor Tudor dopo il naufragio delle relazioni con il PSG per il riscatto di Kolo Muani, Jonathan David sembrava potesse convogliare quelle caratteristiche di fisicità e tecnica che da tempo erano richiesti alla Vecchia Signora e che Vlahović non sempre era riuscito a garantire con la dovuta continuità.

Pronti via, già alla prima giornata in casa contro il Parma, il canadese mette la sua prima firma ufficiale in maglia bianconera, lasciando presagire la possibilità di poter costituire con Yildiz un tandem offensivo efficace e di talento. Anche perché il nativo di New York portava con sé dalla Francia una considerevole dote di 109 reti e 31 assist in 232 partite giocate a Lille. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, la fiducia della Juventus sembrava essere ben riposta. Peccato che, tra incertezze e discontinuità tattiche e di gerarchie del tecnico croato e qualche difficoltà di ambientamento, i successivi mesi di David con la Vecchia Signora siano stati tutt’altro che rosei. Un solo assist e soltanto 4 volte titolare fino alla fine di ottobre e un mare di dubbi circa la sua compatibilità con la pressione di Torino.
I segnali di svolta con l’arrivo di Spalletti
La musica comincia però a cambiare quando sulla panchina della Vecchia Signora arriva Luciano Spalletti. Il tecnico toscano risolve quelle problematiche che avevano attanagliato la Juventus nei primi mesi della stagione, restituendo ordine e certezze tattiche da un lato e strutturando una certa formazione titolare dall’altro. Poco alla volta, nel segno della continuità delle idee, la formazione bianconera ha cominciato a migliorare anche la qualità delle performance e i risultati, iniziando a rivitalizzare alcuni elementi della rosa.
Tra questi, spicca su tutti David. Il canadese comincia a giocare con maggiore continuità e finalmente sembra aver trovato un allenatore che sappia valorizzare le sue qualità. Non un bomber puro, un rapace d’area con un micidiale killer instinct, bensì un giocatore molto mobile, discreto tecnicamente e in grado di legare il gioco e creare spazi per i compagni. La fiducia ritrovata, il ritorno al gol in Champions e il perdono ottenuto dopo il fatidico rigore sbagliato contro il Lecce restituiscono alla Juventus il miglior David ammirato finora. E i numeri del mese di gennaio parlano chiaro: 4 gol e 2 assist in 5 partite. Un bottino che dissipa ogni perplessità sul giocatore. Anche sulle sue capacità realizzative.
Juventus, David: già finita la magia?
Proprio mentre la Juventus sembrava potesse gettare su David le basi per brillare nel momento clou della stagione, ecco che il canadese affonda di nuovo in un baratro. Appena la squadra ha patito il drastico calo a febbraio, si è interrotta anche la sua scintilla. Quasi che non abbia la stoffa del leader dalle spalle larghe per trainare i compagni nei momenti di difficoltà. Un singolo che si scioglie assieme al gruppo quando le cose vanno male. Non soltanto si sono perse le sue tracce in zona-gol (anche perché le opportunità costruite dai bianconeri sono diminuite), ma è tornata ad emergere la sua inconsistenza in campo. Partita dopo partita, il giocatore è stato decisamente impacciato, con continui errori tecnici e una ricerca costante di fuga dalla porta! Molto coinvolto nello sviluppo della manovra, ma quasi mai trovato pronto per battere a rete.

La magia sembra essere già svanita, così come la pazienza di Spalletti. Lo testimoniano le indicazioni delle ultime partite in cui è stato sostituito (contro il Pisa la sua gara è durata un solo tempo) e senza di lui, paradossalmente, la squadra ha fatto meglio, rimontando la Roma e schiacciando i nerazzurri nella ripresa. Insomma, in una stagione particolare e all’insegna della forte discontinuità per la Juventus, Jonathan David ha avuto radi momenti di presenza consistente, non dimostrandosi pienamente all’altezza della sua investitura ad inizio anno.
Fonte: Europacalcio.it