Iran, la FIFA aspetta l’annuncio: multe e scenari di sostituzione
Caso Iran: la FIFA congelata in attesa dell’ufficialità. Ecco come funziona la sostituzione
La notizia del ritiro dell’Iran dai Mondiali 2026 ha fatto il giro del mondo, ma in via ufficiale non è ancora successo nulla. La FIFA, infatti, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione formale dalla Federcalcio iraniana. Le parole del ministro dello Sport, Ahmad Doyanmali, rilasciate alla DPA, sono inequivocabili:
“Da quando questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non ci sono più le condizioni per partecipare alla Coppa del Mondo.”
Ma per il diritto sportivo, conta solo la carta intestata della federazione. E finché quella non arriva, la FIFA resta in attesa, pronta a scatenare il piano d’emergenza.
Le sanzioni: multe salate e restituzione dei contributi
Il regolamento della FIFA è chiaro e severo. L’articolo 6.2 delle linee guida per i Mondiali 2026 prevede sanzioni pecuniarie pesanti per chi si ritira:
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Ritiro entro 30 giorni dalla prima partita: multa di almeno 250.000 franchi svizzeri (circa 260.000 euro).
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Ritiro successivo: la sanzione raddoppia, arrivando ad almeno 500.000 franchi svizzeri (circa 520.000 euro).
A questo si aggiunge l’obbligo di restituire tutti i contributi ricevuti dalla FIFA per la preparazione al torneo. Un colpo durissimo per le casse di una federazione.
Il nodo sostituzione: l’articolo 6.7 e la discrezionalità FIFA
Il punto più delicato, però, riguarda la sostituzione della squadra. L’articolo 6.7 del regolamento lascia ampio margine di manovra all’organismo di Zurigo:
“Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà in merito a sua esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure che riterrà necessarie. La FIFA può decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione.”
Tradotto: una volta che l’Iran avrà ufficializzato il ritiro, la FIFA avrà carta bianca per scegliere chi ripescare. E non è detto che debba per forza attenersi ai criteri sportivi delle qualificazioni asiatiche.
I candidati alla sostituzione: l’Iraq è il favorito, ma occhio agli scenari
Nelle qualificazioni asiatiche, l’Iran aveva vinto il girone A, ottenendo la qualificazione diretta insieme ad Arabia Saudita e Qatar. Subito dietro, Emirati Arabi Uniti e Iraq erano approdati ai playoff.
L’Iraq ha poi vinto il doppio confronto a novembre, conquistando un posto nei playoff intercontinentali FIFA. A fine mese, in Messico, la squadra irachena affronterà la vincente tra Bolivia e Suriname. Se l’Iraq dovesse vincere e qualificarsi, il primo candidato asiatico disponibile per sostituire l’Iran diventerebbero gli Emirati Arabi Uniti.
Ma la FIFA, forte della sua discrezionalità, potrebbe anche guardare oltre i confini asiatici. Potrebbe ripescare una squadra eliminata nei playoff intercontinentali proveniente da altre confederazioni, come l’Italia o la Croazia, per garantire maggiore appeal mediatico e sportivo al torneo.
Il girone dell’Iran e l’organizzazione
L’Iran era stato inserito nel gruppo G dei Mondiali 2026, insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Le partite erano in programma a Los Angeles (SoFi Stadium) e Seattle (Lumen Field). Un raggruppamento che, con il ritiro iraniano, dovrà essere inevitabilmente rivisto.
La FIFA dovrà decidere se inserire la sostituta direttamente nel gruppo G, mantenendo invariato il calendario, o se procedere a un rimescolamento più complesso. Qualunque sia la scelta, dovrà essere presa in tempi rapidi, per consentire la riorganizzazione delle vendite e la logistica.
La palla passa ora alla Federcalcio iraniana. L’ufficialità del ritiro è l’unica cosa che manca per aprire il vaso di Pandora. E poi toccherà alla FIFA scegliere. Con il mondo che guarda.
Fonte: Europacalcio.it