Infantino contro il razzismo: i cinque pilastri della FIFA

Il calcio mondiale torna a interrogarsi sul tema del razzismo. Dopo il caso che ha coinvolto Vinicius Junior e Gianluca Prestianni, finito sotto osservazione da parte della UEFA, il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha preso posizione con un messaggio forte pubblicato sui social.

Il numero uno del calcio mondiale ha annunciato una nuova strategia globale contro ogni forma di discriminazione, fondata su cinque pilastri destinati a rafforzare la lotta al razzismo dentro e fuori dal campo.

Infantino: “Il calcio deve combattere ogni discriminazione”

Nel suo intervento, Gianni Infantino ha ricordato l’impegno assunto dalla FIFA sin dal suo insediamento alla presidenza nel 2016.

“Da quando sono stato eletto presidente della FIFA nel 2016, il nostro team dirigenziale si è assunto la responsabilità di utilizzare il potere unico del calcio per promuovere l’inclusione e combattere la piaga del razzismo e di tutte le forme di discriminazione”.

Un messaggio che arriva in un momento delicato per il calcio internazionale, sempre più chiamato a dare risposte concrete a episodi che continuano a emergere negli stadi e sui social.

I cinque pilastri della FIFA

La strategia annunciata dalla FIFA si basa su cinque linee guida principali: regole e sanzioni più severe, azioni immediate durante le partite, procedimenti giudiziari contro i responsabili, programmi educativi e maggiore spazio alla voce dei giocatori.

Un ruolo centrale sarà affidato anche all’iniziativa “No al razzismo”, lanciata durante la Coppa del Mondo FIFA Under 20 femminile 2024, pensata per offrire a giocatori, allenatori e arbitri strumenti concreti per segnalare episodi discriminatori.

Tecnologia e prevenzione

Tra le iniziative più innovative spicca il Servizio di Protezione dei Social Media della FIFA, che utilizza l’intelligenza artificiale per individuare e bloccare contenuti offensivi online.

Secondo Gianni Infantino, il calcio ha una responsabilità che va oltre il campo: promuovere inclusione, rispetto e coesione sociale in vista di eventi globali come i Mondiali 2026.

Fonte: Europacalcio.it

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