Caso Napoli-FIGC: il Consiglio sblocca il mercato?
Una decisione del Consiglio Federale FIGC rischia di modificare gli equilibri del calciomercato italiano e di accendere una pesante guerra istituzionale. Al centro della discussione, una delibera che permetterebbe al Napoli di utilizzare le proprie ingenti riserve di cassa, accumulate in anni di gestioni virtuose, per sanare il proprio indice di liquidità e di fatto eliminare l’obbligo di operare a saldo zero in questa sessione di mercato.
La richiesta del Napoli e il nodo finanziario
Il club partenopeo, il cui rapporto tra ricavi e costo del lavoro supera la soglia dello 0.8, ha sempre sostenuto che i fondi di riserva, finora non considerati, siano reali e immediatamente disponibili per coprire i costi. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha forzato questa interpretazione, ottenendo prima il via libera in Lega Serie A (con 16 voti favorevoli) e portando ora la questione all’ultimo step del Consiglio Federale.
Una Lega spaccata e il rischio di un precedente
La proposta ha creato una frattura insanabile tra i club. Il Milan si è opposto con fermezza, esprimendo l’unico voto contrario e minacciando azioni legali, mentre Inter, Juventus e Roma si sono astenute, segnando una netta distanza politica. La contestazione delle rivali si basa sul principio etico: cambiare le regole a campionato in corso crea un precedente pericoloso e altera la competizione in maniera inaccettabile.
Le conseguenze immediate
Se la FIGC darà il via libera definitivo, per il Napoli di Giovanni Manna evaporerebbe l’obbligo di finanziare nuovi acquisti con cessioni immediate (come quelle attese per Lorenzo Lucca e Noa Lang). Il club potrebbe così accontentare le richieste del tecnico Antonio Conte attingendo al patrimonio, con effetti potenzialmente decisivi sulla corsa Scudetto e Champions. La decisione del Consiglio Federale non è quindi solo tecnica, ma un atto politico dagli enormi riflessi sportivi.
Fonte: Europacalcio.it