Juventus-Napoli (3-0): tre chiavi tattiche del successo bianconero

Serviva un successo al mondo bianconero per dimenticare il ko di Cagliari dello scorso turno, per onorare al meglio la memoria di Gianni Agnelli e, soprattutto, per cancellare la sfida d’andata, che senza dubbio resta al momento la peggior prestazione della Vecchia Signora nell’era Spalletti. E successo è stato. Grazie ad una straordinaria prova di forza e solidità, la Juventus stravince lo scontro diretto della giornata 22 di campionato contro il Napoli con un secco 3-0 e si rilancia prepotentemente nella corsa alla zona Champions, mettendo pressione sulla Roma, attesa dalla delicata sfida con il Milan. La vittoria bianconera, griffata da David (al terzo gol nelle ultime 4 giornate di Serie A), Yildiz e Kostić, è frutto di una prova di squadra superba, segnata però anche da alcuni determinanti accorgimenti tattici predisposti da Spalletti ad hoc per neutralizzare alcuni aspetti chiave del gioco di Conte.

Riviviamo il match analizzando proprio tre degli elementi decisivi messi a punto dal tecnico toscano.

Juventus-Napoli, la prima mossa: Spalletti vara un approccio fluido

Sebbene i gol che hanno definitivamente chiuso i giochi tra Juventus e Napoli siano maturati nella ripresa, è nel primo tempo, concluso dai bianconeri in vantaggio di una rete, che le mosse tattiche vincenti di Spalletti si sono palesate in maniera evidente. Il primo degli aspetti da sottolineare riguarda la fluidità del modulo disegnato dall’ex ct della nostra Nazionale. Nonostante abbia confermato gli uomini preannunciati alla vigilia, ovvero sia con l’unica novità del rientrante Conceição schierato titolare in luogo di Miretti, la disposizione dei bianconeri varia a seconda della fase di gioco.

In quella di non possesso, la Juventus ritorna all’antico, al 3-4-2-1, mentre in quella di possesso si risistema sull’ormai collaudato 4-2-3-1. Uomo barometro che consente di oscillare tra le due varianti è il solito noto jolly McKennie. Quando è il Napoli ad avere il pallone, il texano si posiziona come laterale a tutta fascia sulla destra, col compito di assorbire la spinta di Spinazzola. Nel momento in cui, invece, sono i bianconeri a condurre le operazioni, ecco che recupera la posizione di trequartista atipico, per allungare la squadra con i suoi tagli profondi, sparigliando il castello difensivo di Conte.

La collocazione dell’ex Schalke, infatti, apporta superiorità numerica al set offensivo di Spalletti, garantendo una presenza in più in area di rigore, con Yildiz e Conceição nei corridoi intermedi per costringere i braccetti partenopei ad uscire, mentre i quinti sono impegnati con le sovrapposizioni di Kalulu da una parte e Cambiaso dall’altra.

Inibire i fulcri del gioco partenopeo

Se da una parte la prima mossa da evidenziare è la fluidità del modulo col battitore libero McKennie, le altre due riguardano la fase di non possesso. L’obiettivo per la Juventus è neutralizzare il cuore nevralgico del gioco di Conte, ovvero sia la sua dorsale centrale costituita dall’accoppiata McTominay-Højlund.

Lo scozzese, pericolo pubblico numero uno, riceve un’attenzione particolare con Locatelli a tenerlo d’occhio e a braccarlo appena riceve palla, mentre Thuram è pronto in seconda battuta, oscillando tra il raddoppio e l’uscita su Lobotka. Anche David, che oltre al gol dispensa tanta collaborazione, partecipa al piano tattico. Anziché andare forte in pressione sul primo portatore della retroguardia, si preoccupa maggiormente di creare uno schermo sul numero 8 di Conte, per impedirgli ricezioni agevoli. Si completa così una gabbia triangolare che limita tanto l’ex United quanto il collega slovacco, costringendoli meramente a giocate e ad appoggi elementari che non velocizzano né aggiungono qualità alla manovra napoletana.

Oltre al consueto preziosissimo lavoro tattico, Locatelli impreziosisce la sua prestazione con questo elegante assist per David.

Non solo bloccato in cabina di regia, ma anche disinnescato nella sua specialità. Gli ingressi di McTominay nell’area juventina si contano sulle dita di una mano e in nessuna occasione riesce ad incidere come suo solito. Una mossa studiata per annullare una delle fonti più proficue di Conte, soprattutto in zona di finalizzazione. Inoltre, la pressione continua produce palle perse, errori, che costano al Napoli ben 2 gol su 3.

Juventus-Napoli: il duello senza storia tra Bremer e Højlund

La gabbia per il centrocampista scozzese richiede la compartecipazione di più giocatori, mentre per limitare la seconda metà della coppia nevralgica del Napoli, Spalletti si affida all’individualismo, affidando ad uno dei migliori duellanti della sua Juventus l’incombenza Højlund. Ovviamente si tratta di Bremer, specialista nella marcatura singola pura, che con fisicità e senso dell’anticipo riesce perfettamente nella missione. La partita dell’attaccante danese si riduce a continui duelli, per lo più aerei, ma giocando sempre spalle alla porta e con limitatissime chance di battere a rete, se non su un’unica situazione fortuita.

L’arcigna marcatura del difensore brasiliano (talvolta fin troppo eccessiva, come nel rischio corso sul possibile rigore nel primo tempo), unita all’impossibilità del centrocampo partenopeo di manovrare agevolmente, costringe gli uomini di Conte a variare il piano offensivo. Spalletti, insomma, sembra lanciare un messaggio chiaro agli avversari: che la vincano gli altri che non si chiamino McTominay e Højlund. Ecco allora che il gioco si sposta molto sugli esterni alti, ma con scarsa efficacia. A sinistra, infatti, Elmas rimane un giocatore adattato, per cui fatica a sfondare da ala. Il pur volenteroso Vergara invece paga il gap di esperienza con Kelly sul settore destro.

Il risultato prodotto è l’incapacità degli ospiti di produrre palle gol degne di nota, di arrivare a calciare in porta (Di Gregorio inoperoso nella ripresa), nonostante un buon momento di dominio nella ripresa con una Juventus in leggero calo fisico. Al netto della situazione delicata del Napoli a livello di rosa e oltre ad alcune eccellenti prestazioni individuali, Spalletti e i suoi ragazzi si regalano una serata trionfante, lanciando un chiaro messaggio di essere pronti a sfidare chiunque per raggiungere l’obiettivo quarto posto.

Fonte: Europacalcio.it

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