Chi è Anisio Cabral, il nuovo gioiello di Mourinho che “ricorda Drogba”
Il Portogallo ha scoperto un nuovo nome da cerchiare in rosso. Si chiama Anisio Cabral, dovrà aspettare ancora qualche giorno per festeggiare la maggiore età ed è l’ultimo talento lanciato da José Mourinho al Benfica. Attaccante fisico, istintivo e già decisivo nonostante un minutaggio ridotto, Cabral ha bruciato le tappe attirando paragoni pesanti, su tutti quello con Didier Drogba. Un’etichetta affascinante, che racconta l’impatto immediato di un ragazzo che sembra destinato a far parlare di sé a lungo.
Dall’Academy del Benfica ai gol al Da Luz
Anisio Cláudio Fernandes Reis Cabral nasce a Lisbona il 15 febbraio 2008 da una famiglia originaria della Guinea-Bissau. Cresce calcisticamente nei quartieri dell’Alta de Lisboa prima di entrare giovanissimo nel vivaio delle “Águias”, che ne intuiscono subito il potenziale. Da lì, una scalata costante: gol a raffica nelle selezioni giovanili, leadership e una presenza fisica fuori dal comune per l’età. A soli 17 anni, Cabral è diventato il più giovane marcatore del Benfica nel XXI secolo, segnando due gol in appena tre presenze di campionato con poco più di venti minuti complessivi in campo.
Emblematico il debutto: primo pallone toccato, primo gol. La seconda marcatura è ancor più importante, di nuovo un colpo di testa, questa volta però decisivo per la vittoria finale sul Alverca. Un impatto che ha acceso l’entusiasmo del Da Luz e i riflettori mediatici su di lui. Il club lo considera un patrimonio tecnico e identitario, tanto da avergli fatto firmare il primo contratto da professionista con largo anticipo. Un percorso costruito con metodo, che ora entra nella fase più delicata: la conferma ad alti livelli.
Un talento precoce che sa già come si vince
Se il boom con il Benfica ha fatto rumore, è con la nazionale portoghese Under 17 che Anisio Cabral ha mostrato la sua dimensione. Campione d’Europa e del Mondo di categoria nel giro di pochi mesi, l’attaccante ha inciso nei momenti decisivi. Al Mondiale Under 17 disputato in Qatar ha segnato 7 gol in 8 partite, risultando decisivo anche nella finale contro l’Austria con la rete che ha consegnato il titolo ai lusitani.
Un torneo chiuso con la Scarpa d’Argento e la sensazione di trovarsi davanti a un centravanti predestinato. Cabral non è solo finalizzazione: attacca la profondità, protegge palla, gioca spalle alla porta e favorisce l’inserimento dei compagni. Caratteristiche che, sommate a una struttura fisica vicina ai 190 cm e a un sinistro potente, lo rendono un profilo già pronto al calcio dei grandi.
“Ricorda Didier”: il peso delle parole di Mourinho
Il momento che ha definitivamente acceso il dibattito è arrivato con le parole di “Mou”. Dopo la seconda, risolutoria, rete in campionato, lo Special One ha dichiarato: “Ha qualcosa che mi ricorda Drogba”. Un paragone che ha fatto il giro d’Europa, ma che il mago di Setúbal ha voluto spiegare: “Non per il colpo di testa. Per come protegge palla, per la fisicità e per la rapidità di tiro”.
Anzi, con la sua solita ironia, ha aggiunto: “Mi darete dello scemo, ma il suo gioco aereo non è buono. Con quella struttura deve ancora lavorarci”. Parole che, più che creare pressione, sembrano volerla togliere, per il bene del ragazzo. La leggenda ivoriana del Chelsea resta un monumento e il confronto, di certo, è prematuro. Ma il fatto che lo Special One veda in Anisio quei tratti distintivi dice molto. Il potenziale c’è, il Benfica lo sa e il Portogallo lo osserva: ora arriverà la parte difficile, ma è proprio in queste situazioni che i grandi talenti si esaltano.
Fonte: Europacalcio.it