USA contro la FIFA: “Biglietti troppo cari, Mondiali sono per pochi”
Sessantanove parlamentari americani all’attacco della FIFA: “Prezzi dinamici inaccettabili, i tifosi sono esclusi”
La Coppa del Mondo 2026 deve ancora iniziare, ma la polemica sui prezzi dei biglietti è già esplosa. Un gruppo di 69 parlamentari statunitensi, coordinato da Sydney Kamlager-Dove, ha inviato una lettera al presidente della FIFA, Gianni Infantino, chiedendo un immediato ripensamento delle politiche tariffarie per il torneo che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Al centro della protesta, il sistema di “prezzi dinamici” adottato per la prima volta dalla FIFA in occasione di un Mondiale. Un meccanismo che, secondo i firmatari, ha trasformato l’evento sportivo più popolare al mondo in un’esclusiva per pochi, a scapito dei tifosi e delle comunità locali.
La lettera a Infantino: “Non si speculi sui tifosi”
Il documento, datato 10 marzo e pubblicato mercoledì, è chiaro e diretto:
“L’altissima domanda di biglietti per la Coppa del Mondo non dovrebbe essere un via libera per speculazioni a spese di coloro che rendono la Coppa del Mondo l’evento sportivo più popolare al mondo.”
I parlamentari sottolineano come l’adozione del pricing dinamico, che varia in base alla domanda in tempo reale, alla disponibilità e alla popolarità delle partite, abbia fatto lievitare i prezzi sulla piattaforma di rivendita ufficiale della FIFA, rendendo di fatto inaccessibili molti biglietti per i tifosi comuni.
“Questa decisione, ampiamente criticata, di abbandonare il tradizionale modello a prezzo fisso privilegia la massimizzazione dei ricavi rispetto all’accessibilità per i tifosi e i residenti delle città ospitanti.”
L’impatto sulle città e la riduzione dei festival
La lettera evidenzia anche le conseguenze negative per le città che ospiteranno il torneo. Alcune di esse, secondo i parlamentari, sarebbero state costrette a ridimensionare o privatizzare i festival dei tifosi a causa dei costi insostenibili.
“Nonostante la collaborazione delle città ospitanti per realizzare la visione della Coppa del Mondo più grande e globale della storia, le conseguenze della tariffazione dinamica renderanno la Coppa del Mondo FIFA 2026 la più esclusiva e inaccessibile dal punto di vista finanziario fino ad oggi.”
La risposta della FIFA e i biglietti da 60 dollari
Alla FIFA le critiche non sono certo sfuggite. Per provare a smorzare la polemica, l’organismo di Zurigo ha introdotto un numero limitato di tagliandi da 60 dollari, situati nelle zone più alte degli stadi e in quantità estremamente ridotta rispetto alle altre categorie. Una goccia nel mare, a giudicare dalla reazione dei parlamentari.
Le richieste: trasparenza e cambio di rotta
Nella lettera, i 69 firmatari pongono domande precise e chiedono alla FIFA di:
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Ridistribuire i pacchetti di biglietti non assegnati a prezzi più accessibili.
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Impedire aumenti di prezzo con l’avanzare delle squadre nel torneo.
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Rivedere i prezzi dinamici a favore di un modello fisso per i tornei futuri.
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Concedere alle città ospitanti maggiore flessibilità nel finanziamento e nell’organizzazione dei festival dei tifosi per coloro che non possono assistere alle partite.
L’appello finale è un vero e proprio atto d’accusa:
“Invitiamo la FIFA ad adottare misure correttive immediate per affrontare l’impatto dell’uso dei prezzi dinamici, che ha trasformato il più grande evento sportivo del mondo in un’impresa esclusiva e orientata al profitto, a spese dirette dei tifosi, delle comunità ospitanti e dei contribuenti.”
La palla ora passa a Infantino e alla FIFA. La macchina organizzativa dei Mondiali 2026 è già in moto, ma la pressione politica dagli Stati Uniti è forte. E la questione biglietti rischia di diventare un caso internazionale.
Fonte: Europacalcio.it