CAF, caos Coppa d’Africa 2026: polemiche e ricorsi
La decisione della CAF di assegnare la Coppa d’Africa 2026 al Marocco continua a generare tensioni e polemiche. Dopo il ribaltamento del risultato della finale contro il Senegal, il dibattito si è acceso coinvolgendo dirigenti e figure di primo piano del calcio africano.
Motsepe difende la CAF
Il presidente della CAF, Patrice Motsepe, ha riconosciuto la delicatezza della situazione, sottolineando come gli episodi accaduti abbiano danneggiato l’immagine del calcio africano. “Quanto accaduto mina il lavoro svolto negli anni”, ha dichiarato, ribadendo la necessità di rafforzare fiducia e credibilità.
Motsepe ha inoltre garantito che ogni eventuale decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport sarà rispettata, evidenziando l’indipendenza degli organi giudicanti.
La protesta del Senegal
Di tutt’altro tono le parole di Augustin Senghor, che ha definito la decisione “abietta”. L’ex presidente della federazione del Senegal ha attaccato duramente la CAF, sostenendo che il calcio debba essere deciso sul campo e non negli uffici.
Senghor ha annunciato battaglia legale, convinto che il ricorso al TAS possa ribaltare nuovamente la situazione.
Weah: “Il calcio si decide in campo”
Anche George Weah ha espresso forte dissenso. L’ex Pallone d’Oro ha richiamato le regole del gioco, sottolineando come il risultato maturato sul campo debba restare definitivo.
“Il calcio deve essere deciso sul campo, non dopo il fischio finale”, ha affermato, mettendo in guardia su un precedente pericoloso.
La vicenda resta aperta. Ora la parola passa al TAS, mentre la credibilità della CAF è più che mai sotto esame.
Fonte: Europacalcio.it