Immobile: “Volevo chiudere la carriera alla Lazio. E sull’Italia…”
Ciro Immobile è tornato a parlare riguardo la sua esperienza alla Lazio: un’avventura gloriosa condita da ben 207 reti (capocannoniere della storia del club) e 55 assist in 340 presenze, conquistando due volte la classifica marcatori della Serie A e vincendo una scarpa d’oro nel 2020 grazie alle 36 reti realizzate. Tuttavia, questa storia d’amore si è conclusa senza un degno saluto della curva nord al bomber di Torre Annunziata come dichiarato dallo stesso Immobile nel corso dell’intervista concessa a SkyCalcio Unplugged.
IMMOBILE: “VOLEVO CHIUDERE LA CARRIERA ALLA LAZIO E AVREI DESIDERATO SALUTARE I TIFOSI COME SI DEVE. ITALIA? DOPO L’IRLANDA DEL NORD LA TESTA È PIÙ LIBERA”
PARIS FC – “Il primo gol con il Paris FC? È stato bello. Vivere un’esperienza come questa in un club importante e giovane. Quando sono arrivato si aspettavano il solito presuntuoso, invece sono rimasti colpiti dalla mia dedizione in allenamento. È un calcio diverso qui, è molto impegnativo a livello fisico. Questo gol ci voleva, sono felice perché ho segnato in tutti i campionati e anche in questa stagione che era partita male dopo l’infortunio di Roma. Sono felice, il gol ti dà sempre un’emozione speciale, soprattutto per un attaccante”.
FUTURO DA ALLENATORE? – “Quando finirò di giocare vorrei restare comunque nel calcio, quindi sarà solo un addio agli scarpini. Spero di fare qualcosa di importante sotto un’altra veste. Mi piacerebbe allenare.”
LA LAZIO – “Mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio, avrei finito il contratto e mi sarei ritirato salutando i tifosi come si deve. Il saluto l’ho avuto in parte con il Bologna, mi devo accontentare di quello. È stato emozionante, però dopo tanti gol, titoli, vittorie insieme mi sarebbe piaciuto qualcosa di più emozionante. La protesta dei tifosi? La squadra ha sempre bisogno della gente, i miei primi anni lì era così come adesso. Poi con le partite e i risultati siamo riusciti ad avvicinare di nuovo i tifosi che quando vanno allo stadio sono uno spettacolo e ti danno una spinta in più. Spero che prima o poi, il più presto possibile, riusciranno a riavvicinarsi di nuovo alla squadra”.
LA NAZIONALE – “Contro la Bosnia farei giocare Pio Esposito e Kean. Il gol ti dà fiducia, lui ha segnato e la continuità è importante. Conoscendo quelli con cui ho vinto l’Europeo, come Donnarumma, Barella e Bastoni, credo che si sono tolti un peso dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord. La mente adesso è più libera e sono in condizioni di pensare che hanno le stesse possibilità della Bosnia di andare al Mondiale. Lo scoglio della prima parte è stato superato, soprattutto la tensione e il malumore dei tifosi italiani. Penso che se i ragazzi non accusano così tanto la pressione, non c’è partita. La squadra è forte, l’ho vista giocare tante volte. Bisogna scrollare la pesantezza della maglia della Nazionale”.
Fonte: Europacalcio.it