Pjanic: “Italia, vi aspetta una bolgia. Sull’esultanza azzurra…”
Pjanic avverte l’Italia: “A Zenica sarà una bolgia mai vista. L’esultanza dopo il Galles? Non l’ho capita”
L’Italia ha superato l’Irlanda del Nord, ma ora l’ostacolo più temibile è dietro l’angolo. Martedì sera, a Zenica, gli azzurri di Gattuso affronteranno la Bosnia nella finale dei playoff per un posto al Mondiale 2026. E a parlare è chi conosce bene entrambe le realtà: Miralem Pjanic, ex centrocampista di Juventus e Roma, oggi voce autorevole del calcio bosniaco.
In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex regista ha descritto l’atmosfera che attende gli azzurri, commentato l’esultanza dopo l’eliminazione del Galles e indicato i pericoli da tenere d’occhio.
“Tre milioni di persone a spingere la Bosnia: sarà una battaglia sportiva”
Pjanic non ha dubbi: l’ambiente che troverà l’Italia sarà infernale:
“In Bosnia la vivremo come un evento storico. Il Paese intero si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio, un qualcosa che nemmeno io ho mai vissuto. Resterete scioccati dalla nostra passione: faremo il fuoco, non sarà piacevole per gli italiani essere lì. Per novanta minuti, o forse di più, non sarà semplicemente una partita di calcio: sarà una battaglia sportiva.”
Parole che suonano come un avvertimento per una nazionale che dovrà dimostrare di avere personalità per gestire la pressione.
L’esultanza azzurra dopo il Galles: “Non l’ho capita”
La tensione è già alta, alimentata anche da quanto accaduto dopo la vittoria della Bosnia ai rigori contro il Galles. L’esultanza di Dimarco e compagni per l’eliminazione dei gallesi non è passata inosservata:
“Sinceramente non ho capito la reazione… La Bosnia li aspetta a braccia aperte. Vedremo come andrà a finire. L’Italia è l’Italia e noi la rispettiamo molto. Ma chissà: dovranno essere bravi a gestire la palla in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria.”
Un messaggio chiaro: l’Italia ha alimentato il fuoco, ora dovrà affrontarlo.
I giovani talenti e il fattore Dzeko
Pjanic ha poi indicato i giocatori da tenere d’occhio nella sfida di martedì:
“Alajbegovic lo avete visto, è un 2007 con un grande futuro. Non solo perché tira i rigori… Segnalo anche Dedic, terzino del Benfica, e Bajraktarevic, ala destra di piede sinistro del PSV: è un 2005. Muharemovic invece lo conoscete. E anche io, visto che si allenava già con noi nei miei ultimi mesi alla Juve.”
Ma il pericolo numero uno resta Edin Dzeko, compagno di mille battaglie ai tempi della Roma e ancora oggi, a 40 anni, punto di riferimento per un Paese intero:
“È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. È uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì.”
Il rilancio della Bosnia: “La coesione è la nostra qualità migliore”
L’ex centrocampista ha sottolineato il momento positivo della sua nazionale:
“Ho visto giocatori motivati e sicuri di sé. La Bosnia si è rilanciata tramite una nuova generazione di calciatori che stanno prendendo consapevolezza delle loro qualità: la coesione al momento è la qualità migliore della nostra nazionalità.”
L’Italia è avvisata. A Zenica non si giocherà solo una partita di calcio. Ci saranno passione, orgoglio e una bolgia mai vista. Gli azzurri dovranno dimostrare di essere all’altezza.
Fonte: Europacalcio.it