De Laurentiis: “Italia, resettare tutto. 16 squadre e Malagò: così torniamo grandi”

De Laurentiis tuona: “Nel calcio italiano bisogna resettare e ripartire da zero. Con Malagò in due anni saremmo forti”

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 ha riaperto il dibattito sul futuro del calcio italiano. E il presidente del NapoliAurelio De Laurentiis, intervenuto in esclusiva a Radio CRC, non ha usato mezzi termini. Un intervento a tutto campo, che parte dall’analisi del fallimento azzurro per arrivare a proposte concrete di riforma, con un nome preciso per guidare la rinascita: Giovanni Malagò.

Parole nette, che lasciano poco spazio a interpretazioni.

“A pazziella mmano ‘e criature”: il sistema è malato

De Laurentiis parte da un’espressione napoletana per descrivere l’attuale stato del calcio italiano:

“Il mio sentimento è chiaro da dieci anni. A me viene solo da sorridere, noi a Napoli abbiamo una bellissima espressione che usava sempre mio padre: ‘A pazziella mmano ‘e criature’. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo e tutto questo distrugge i nostri calciatori.”

La soluzione, per il presidente azzurro, è una sola:

“Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, risparmieremo i nostri giocatori – che sono un patrimonio da noi pagato – e avremmo il tempo per poter far allenare la Nazionale.”

La critica al tatticismo: “Il calcio italiano è dormiente”

De Laurentiis si spinge oltre, mettendo in discussione il dogma del tatticismo italiano:

“Bisognerebbe cominciare a riflettere: il tatticismo di cui si bea il gioco italiano è propedeutico ad avere poi successo contro le altre Nazioni? Sono anni che accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, perché non spostando nulla, tutti vivacchiano: io non sono uno a cui piace vivacchiare.”

Il modello Malagò: “In due anni torneremmo forti”

Il riferimento al mondo dello sport è d’obbligo:

“Il mondo dello sport, dove c’è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi: ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse OlimpiadiMalagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale.”

E lancia un appello chiaro:

“Non c’è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest’ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente.”

Le proposte: “I club vanno pagati e assicurati”

De Laurentiis elenca i punti da cui ripartire:

“16 squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale, pagare i giocatori che vanno in Nazionale ai club che li prestano, assicurazioni totali in caso di infortunio: questa secondo me è la ripartenza dovuta.”

Un passaggio dedicato al rapporto tra club e Nazionale:

“Io mi sono stancato di dover mettere a disposizione i miei giocatori: i miei giocatori sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo e se mi fai un’assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio per il periodo X in cui non può giocare. Questo deve essere chiarissimo: non possiamo sempre giocare con i soldi degli altri.”

La politica e i 28 milioni di tifosi

Un messaggio anche alla politica:

“A volte la politica dimentica che ci sono 28 milioni di tifosi, che sono anche elettori: il calcio è uno sport collettivo che muove tanti interessi ed anche anime. Uno come Malagò, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, essendo anche dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare.”

Il quarto scudetto e la serata a Hollywood

In chiusura, un pensiero anche alla festa del Napoli:

“Far vedere il film del quarto scudetto a tutti gli americani a Hollywood sarà un grande divertimento per tutti gli italiani presenti e per gli americani. Avremo lì le squadre americane di calcio, oltre che protagonisti del mondo dello sport, in un teatro molto importante ad Hollywood. Abbiamo sottotitolato in inglese il film, anche questo significa portare un po’ di Napoli nel mondo.”

Il messaggio di De Laurentiis è chiaro: il calcio italiano ha bisogno di una svolta epocale. E se non la si troverà, il destino sarà segnato.

Fonte: Europacalcio.it

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