Fabregas: “Giocatori italiani? Certo che mi piacciono, ma…”

In occasione del match di Pasquetta tra Udinese-Como che ha come posta in palio 3 punti fondamentali per la corsa Champions, Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa riguardo l’avversario sicuramente ostico e per niente facile da affrontare fuori casa. Inoltre, l’allenatore spagnolo non si è sottratto al dibattito sui giocatori italiani scaturito da una domanda di un giornalista. Nei giorni scorsi, complice l’eliminazione della Nazionale dai Mondiali, il Como era stato accusato di avere troppi pochi atleti azzurri in rosa, a dimostrazione della forte crisi del movimento calcistico nazionale. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dal tecnico a Sportmediaset a riguardo.

FABREGAS: “UDINESE SQUADRA MOLTO FISICA. GIOCATORI ITALIANI? MI PIACCIONO LOCATELLI E PALESTRA, MA CHIEDONO 40 MILIONI”

UDINESE “Sta crescendo, squadra molto fisica, una delle tre più fisiche del campionato. Sanno gestire bene tutto il contesto di partita. Mi piacciono, si vede che lavorano molto. Noi dobbiamo essere a un livello di precisione e ritmo partita molto alto. Dipende tutto da noi. Dopo una sosta nazionali c’è sempre chi torna più o meno triste, riportare tutti nel focus è difficile. Ma quando siamo qua, sappiamo chi siamo, quello che vogliamo fare e dobbiamo continuare a farlo.

GIOCATORI ITALIANI – Se ci sono dei calciatori dell’Italia che mi piacciono? Certo ma giocano con Juve e InterPalestra ovviamente mi piace, Locatelli mi è sempre piaciuto. È ingiusto dire solo due nomi, se giocano li è perché sono bravi. Come allenatore a me piacciono tanti giocatori italiani. Per Palestra però vai e lo chiedi, ma vogliono 40 milioni.”

IL PROGETTO COMO – “Io qua, noi come società, non siamo qui per dare lezioni a nessuno. Noi guardiamo quello che noi vogliamo fare, per arrivare al futuro che sogniamo. Osian Roberts gestisce benissimo e con voglia e molto bene la struttura dell’Accademia. L’obiettivo numero uno? Quanti più giocatori possano arrivare in prima squadra in futuro. Così bisogna iniziare dalle Under 8 ad esempio, dove gioca anche mio figlio, di crescere in una maniera diversa, con tecnica e personalità, fare la differenza. Non solo a 23 anni, ma a 7-8 anni in un’altra maniera. Diamo coraggio ai giocatori, divertendosi in una maniera più specifica. Non è possibile che tutti arrivino, ma 1-2-3% magari sì. È un progetto molto importante per noi, vogliamo sostenerlo con grandissima attenzione. Non abbiamo paura di perdere, della sconfitta, sappiamo qual è la strada. Capisco che noi non abbiamo tanti italiani, capisco quello che si dice, ma noi siamo partiti in prima squadra due anni fa con tantissimi italiani, Goldaniga quello che ha giocato di più l’anno scorso. Tutti dobbiamo fare la nostra scelta nel momento giusto. Noi siamo molto giovani, iniziamo da zero due anni fa, siamo in un’altra fase”.

Fonte: Europacalcio.it

Leave a Reply