Allegri-Milan, rapporto ai minimi termini: non tutto passa dal finale di stagione
Non è solo una questione di risultati. In casa Milan il rapporto con Massimiliano Allegri si è progressivamente raffreddato, fino a trasformarsi in un vero e proprio gelo. Una distanza che affonda le radici nei mesi precedenti e che oggi emerge con maggiore evidenza, complice un periodo complicato sul campo. Tra aspettative disattese, scelte di mercato discutibili e una comunicazione mai realmente fluida, il futuro appare sempre più incerto, con diversi scenari pronti ad aprirsi nelle prossime settimane.
Responsabilità (non) condivise e distanza crescente
Il momento negativo del Diavolo ha accentuato una frattura che, in realtà, covava da tempo. Non è la classifica a fare la differenza, i rossoneri infatti godono ancora di un buon margine nella corsa al piazzamento Champions, ma la percezione di una distanza sempre più netta tra allenatore e dirigenza.
Da una parte, Allegri ha spesso dovuto fare i conti con una rosa corta e con innesti che non si sono rivelati all’altezza di un club della caratura del Milan. Dall’altra, però, resta la sensazione che l’undici titolare abbia potenzialità superiori rispetto a quanto mostrato, soprattutto sotto il profilo del gioco, dato che fino a sole due settimane fa era considerata a tutti gli effetti l’anti-Inter.
In tutto ciò, il tecnico ha cercato di fare quadrato con il gruppo ma non sempre ha percepito il pieno sostegno della società. Nel frattempo, la dirigenza tra Moncada, Furlani e Zlatan Ibrahimovic ha iniziato a interrogarsi sul futuro, muovendosi in maniera non sempre coordinata (anzi). Una situazione che da diversi anni si ripete ai piani alti di Via Aldo Rossi e che ha portato a una perdita di sintonia evidente tra le parti, oggi difficilmente ignorabile.
Allegri in Nazionale e la figura di Tare, gli scenari
Il divenire del Milan passa inevitabilmente dalla qualificazione in Champions League, in primis per ragioni economiche oltre che di status e appeal. In caso contrario, non sarebbe solo il tecnico livornese a pagarne le conseguenze ma anche Igli Tare, il cui ruolo resta tutt’altro che definito per il prossimo futuro, in questa zona grigia a livello dirigenziale dove pure lui ha smarrito l’etichetta di “certezza”.
Ma anche in caso di obiettivo centrato, la permanenza del tecnico non è scontata. La sensazione è che il rapporto sia ormai compromesso, al punto che potrebbe essere lo stesso Allegri a valutare nuove opportunità. Tra queste, spicca certamente la pista della Nazionale, che potrebbe rappresentare una soluzione ideale per un profilo esperto e abituato a gestire contesti complessi.
Proprio per questo motivo, i rossoneri dovranno già passare al vaglio alcune possibili alternative per la panchina. L’idea che affascina maggiormente è quella che vedrebbe Vincenzo Italiano alla guida, coadiuvato da Tony D’Amico, ds dell’Atalanta. Non mancano poi le ipotesi più o meno fantasiose, che spaziano da Gasperini e Thiago Motta al clamoroso “tradimento” di Simone Inzaghi.
Il finale di stagione potrebbe rivelarsi determinante per una prova di riavvicinamento così come, al contrario, fatale. In un senso o nell’altro, la situazione appare chiara: il gelo tra Allegri e il Milan difficilmente potrà essere ignorato ancora a lungo.
Fonte: Europacalcio.it