Marotta: “Conferma automatica per Chivu”. Poi su Malagò e la Serie A a 18 squadre…

Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha fatto il punto sul presente e il futuro del club, toccando temi centrali dentro e fuori dal campo. Dalla posizione sempre più solida di Chivu sulla panchina nerazzurra alle riflessioni sulla Serie A, fino alla questione stadio e al ruolo delle proprietà straniere. Un intervento articolato in occasione dell’evento “Il Foglio a San Siro“, in cui emerge una visione volta a consolidare il progetto tecnico e contribuire al rilancio del sistema calcio italiano.

Su Chivu: “Ha ripagato la fiducia, è uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione

Uno dei focus non poteva che riguardare il proprio mister, sempre più uomo simbolo del nuovo corso nerazzurro. Marotta è stato netto: “Chivu ha già il contratto, per cui è automatico che sia confermato”. Una dichiarazione che di fatto chiude ogni discussione sul futuro dell’allenatore e le voci su possibili altri nomi, più o meno fantasiosi, per la prossima stagione.

Non solo una conferma formale ma anche un’investitura importante. Il presidente ha sottolineato come il tecnico rumeno incarni perfettamente il profilo cercato dal club: “Rappresenta un grande punto di riferimento… l’unico neo poteva essere la mancanza di esperienza ma la sta acquisendo domenica dopo domenica”.

Parole che certificano la bontà del lavoro svolto finora dal 45enne di Reșița, culminato con risultati convincenti e una squadra sempre più vicina a cucirsi il 21esimo tricolore sul petto. La chiusura è quasi celebrativa: “Siamo contenti della scelta, lui l’ha ripagata e oggi è uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione”. Un endorsement totale, che apre definitivamente alla costruzione di un progetto tecnico a lungo termine attorno alla sua figura.

Serie A, proprietà straniere e riforme: la visione di Marotta

Lo sguardo si è poi allargato al sistema calcio italiano, con riflessioni profonde sulla sostenibilità del modello attuale. Il dirigente varesino ha evidenziato la necessità di interventi strutturali: “L’industria del calcio è in difficoltà, sono necessarie delle riforme per un futuro migliore”.

Tra le proposte più concrete, quella di ridurre il campionato a 18 squadre: “Avere 20 squadre significa intasamento degli impegni… non è in grado di essere vissuto”. Una posizione che evidenzia le criticità legate al calendario condensato e alla gestione delle competizioni, sempre più numerose e lunghe con i nuovi format proposti, sia in campo nazionale che internazionale.

Spazio anche al tema delle proprietà straniere, viste come una risorsa: “Oggi abbiamo un campionato che ha più della maggioranza proprietà estere e meno male che ci sono, l’esempio è Milano…”. Un riferimento diretto a Oaktree e Redbird che hanno garantito stabilità economico-finanziaria ad entrambi i club sulle sponde dei Navigli.

Infine, il nodo legislativo: “Da una parte c’è la Nazionale e i settori giovanili, dall’altra un’attività di impresa che è in difficoltà. Cosa chiede la Serie A? Che ci sia un sistema legislativo che non sia di impedimento ma che ci favorisca…”. Un ulteriore invito a creare condizioni più favorevoli per lo sviluppo del calcio italiano.

San Siro, Malagò e gli altri temi

Sul tema stadio, Marotta ha lasciato spazio alle parole del collega rossonero Paolo Scaroni, che ha fornito aggiornamenti più concreti sul progetto San Siro. Una riprova della collaborazione tra i due club meneghini, che rappresenta pressoché un unicum, uniti nella volontà di sviluppare una struttura moderna e sostenibile nel minor tempo possibile.

Tornando all’ad nerazzurro, non è mancato un commento sulla governance del calcio italiano e sulla figura di Giovanni Malagò: “C’è stata una convergenza di 19 club su 20, il profilo ha trovato ampio consenso… è un profilo di esperienza, sarà l’interprete di un programma elettorale che sarà condiviso con la Serie A e con chi lo appoggerà”.

Infine, uno sguardo al campo e agli obiettivi stagionali: “Il nostro sogno è rappresentato da un traguardo importante che è vicino e quindi concentriamoci su questo”. Un messaggio che invita a mantenere alta la concentrazione nonostante il traguardo sia all’orizzonte.

Fonte: Europacalcio.it

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