AIA, caso Zappi: confermata l’inibizione di 13 mesi

Il CONI respinge il ricorso di Zappi

Arriva la decisione definitiva sul caso che ha scosso il vertice arbitrale italiano. Il Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI ha respinto il ricorso presentato da Antonio Zappi contro la FIGC, confermando la sanzione di 13 mesi di inibizione già stabilita nei precedenti gradi di giudizio.

Una pronuncia che sancisce ufficialmente la decadenza di Zappi dalla carica di presidente dell’AIA, chiudendo uno dei capitoli più delicati della recente gestione arbitrale italiana.

Confermata la sentenza della Corte Federale

Il ricorso era stato presentato per ottenere l’annullamento della decisione emessa dalla Corte Federale d’Appello Nazionale della FIGC, che a sua volta aveva confermato la sentenza del Tribunale Federale Nazionale.

La sanzione disciplinare, stabilita il 22 gennaio 2026, prevedeva 13 mesi di inibizione a carico del dirigente per le violazioni contestate dalla Procura Federale. Anche il secondo reclamo era stato respinto, fino alla decisione odierna del massimo organo di garanzia sportiva.

Il Collegio, riunito a Sezioni Unite, ha dunque rigettato integralmente ogni richiesta di riforma e annullamento del provvedimento.

Decade il presidente dell’AIA

Con la conferma definitiva della sanzione, Antonio Zappi decade formalmente dalla guida dell’Associazione Italiana Arbitri, aprendo ora una nuova fase per l’organizzazione arbitrale italiana.

Il caso assume ancora più peso in un momento particolarmente delicato per il sistema arbitrale nazionale, già al centro di forti polemiche e verifiche istituzionali. La decisione del CONI rappresenta un passaggio cruciale, destinato ad avere effetti immediati sia sul piano politico che su quello sportivo per tutto il calcio italiano.

Fonte: Europacalcio.it

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