Mourinho: “Italia, la ricetta è M&M: Malagò e Allegri. Sull’Inter di Chivu e sul Mondiale…”
Mourinho detta la ricetta per il calcio italiano: “Malagò presidente FIGC e Allegri ct. L’Italia ha bisogno di struttura, non di uno straniero”
José Mourinho è tornato a Milano per la presentazione dello spot di Prima Assicurazione e, come sempre, non si è sottratto alle domande sul calcio italiano. Lo Special One, intervistato da Sportmediaset, ha parlato della crisi azzurra, della sua ricetta per risollevare il movimento, dell’Inter del suo “allievo” Cristian Chivu e dei favoriti per i prossimi Mondiali. Senza filtri, come da tradizione.
Un’intervista a tutto campo, in cui Mourinho ha lanciato messaggi chiari a chi deve governare il calcio italiano.
La crisi dell’Italia: “È triste, ma serve una svolta”
Mourinho parte dall’analisi della mancata qualificazione azzurra:
“È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo. Però è reale, è successo.”
E sulla necessità di un commissario tecnico straniero:
“Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri… Però ci sono delle cose che si devono ripensare.”
La ricetta M&M: “Malagò presidente e Allegri ct”
Mourinho propone la sua formula per far ripartire il movimento:
“L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max.”
L’Inter di Chivu: “Bravo, ma mi congratulerò quando lo scudetto sarà matematico”
Il portoghese elogia il suo ex giocatore, oggi sulla panchina nerazzurra:
“Se mi aspettavo Chivu allenatore? Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all’altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all’Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno.”
Ma sul fronte dei complimenti, frena:
“Se mi sono congratulato? No, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi.”
E sulla chat del Triplete:
“Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo… Sono arrabbiati con me per questo, ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo.”
Il caos arbitri: “Non faccio colpevoli prima della giustizia”
Mourinho, celebre per le sue battaglie contro il sistema arbitrale, commenta l’inchiesta che sta sconvolgendo l’AIA:
“Mi sono fatto un’idea, ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri.”
I favoriti per il Mondiale: “Occhio al Brasile di Ancelotti”
Mourinho si sbilancia sui pronostici:
“Mi piacerebbe il Portogallo, che ha il potenziale per farcela. Carletto è Carletto, anche se la gente non crede che il Brasile ce la possa fare: per me però una cosa è il Brasile con Ancelotti e un’altra è senza. Secondo me può farcela. L’Argentina è campione del mondo in carica e mi sembrano una vera squadra: uniti, compatti, che hanno piacere a giocare per la nazionale. E poi la Francia, che con tutto il talento che ha a disposizione può fare tre squadre competitive. Un giorno dovrà arrivare anche il momento dell’Inghilterra…”
Il futuro: “Ct? Non è ancora il momento”
Mourinho chiude con una riflessione sul suo futuro:
“Ci penso ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare… non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale.”
José Mourinho ha parlato. E come sempre, le sue parole pesano. L’Italia del calcio è avvisata. E la ricetta M&M, chissà, potrebbe diventare realtà.
Fonte: Europacalcio.it