Inzaghi: “Inter penalizzata, altro che favorita. Sognavo il triplete. E sull’addio…”
Inzaghi rompe il silenzio: “Inter penalizzata dagli arbitri, altro che favorita. Scudetto perso per un punto? Fa male. Sognavo il triplete, non rimpiango nulla”
Finalmente Simone Inzaghi ha preso parola. L’allenatore oggi seduto sulla panchina dell’Al-Hilal è stato a lungo protagonista su quella dell’Inter, con cui ha vinto tanto e sognato di più. Uno Scudetto, due finali di Champions, tanti titoli “minori” e un legame non dimenticato.
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Inzaghi è tornato a svelare alcuni retroscena sul suo addio, su quella travagliata stagione 2024/2025, per cui non si pente di nulla, e che è tra l’altro finita al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica sul mondo arbitrale.
L’inchiesta sugli arbitri: “L’Inter penalizzata, altro che favorita”
Inzaghi si dice stupito del coinvolgimento, almeno sulle carte, dell’Inter:
“Mi ha scioccato: l’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa… È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti. Arbitri sgraditi e graditi? Come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata.”
E sulla sensazione che resta:
“Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso.”
Uno scudetto vinto o due persi? “Non ho rimpianti”
Inzaghi non si perde in recriminazioni:
“Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più, però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano.”
Il sogno Triplete: “Pagate le 23 partite in più, ma rifarei tutto”
Sulla stagione che avrebbe potuto essere leggendaria:
“Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili.”
Sulla finale di Monaco:
“Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima. Il PSG è una grande squadra, come abbiamo visto anche l’altra sera contro il Bayern: ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti. Ci fa male ancora aver perso così, ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa.”
L’addio all’Inter: “Nessuna comunicazione alla squadra, decisione sofferta”
Inzaghi svela i retroscena della separazione:
“Assolutamente no. Non avrei potuto farlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter.”
Sulle frasi pubbliche sulle offerte:
“Perché non sai mai come possono andare le cose e perché il mio dovere era non nascondere ai tifosi cosa poteva succedere. Anche in altre situazioni le richieste c’erano state e non le avevo mai accettate. Stavolta è andata diversamente: volevo provare una nuova esperienza.”
In Arabia non per soldi: “Mi manca l’Italia? Sinceramente no”
Inzaghi respinge le critiche:
“In Arabia si va per soldi? Oppure si va per conoscere una nuova realtà, per mettersi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho mai avuto problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Avevo una casa meravigliosa a Milano dalla quale vedevo tutto, anche San Siro. La proposta mi ha convinto e ora eccomi qua, felice di esserci.”
Sulla nostalgia:
“Se mi manca l’Italia? Sinceramente no. Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia. Vivo in un compound dove le strutture sono ottime, compresa la scuola americana per i figli. L’organizzazione è anche nel club. E anche io sto imparando l’inglese.”
Il futuro: “Non penso all’Italia o a una big. Ho ancora un anno di contratto”
Inzaghi guarda avanti:
“Se mi chiamasse l’Italia o una big italiana? Non ci penso. Ho ancora un anno di contratto con l’Al Hilal e ho grande entusiasmo. Non ero mai stato lontano dall’Italia e questa avventura mi sta migliorando, sia umanamente che professionalmente. Altri colleghi hanno allenato nella Saudi League e poi sono tornati in Europa. Quando sarà il momento, e non so individuarlo oggi, vedremo.”
La polemica di Dimarco e il caso Zielinski
Inzaghi risponde a distanza:
“Dimarco si è lamentato delle sostituzioni? Federico anche con me ha fatto grandi stagioni e lo sa bene: fui io a trattenerlo all’Inter dopo averlo visto per dieci giorni in allenamento, altrimenti magari sarebbe andato via per un altro prestito. Probabilmente le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo: ci sentiamo ancora.”
Su Zielinski:
“Anche su Zielinski ne ho lette tante. Però si dimentica che sono stato io a volerlo all’Inter, quando Marotta e Ausilio mi avevano prospettato l’occasione. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità.”
Simone Inzaghi ha chiuso il cerchio. Nessun rimpianto, ma il dispiacere per quello che poteva essere resta. Intanto, in Arabia, la sua avventura continua. E il futuro, chissà, potrebbe ancora riportarlo in Italia. Ma non ora.
Fonte: Europacalcio.it