Lautaro: “Inter, resto a vita. Ero devastato, volevo mollare. A fine carriera sparirò”

Lautaro Martinez si confessa: “All’Inter resto a vita, ma a fine carriera sparirò. L’eliminazione col Fluminense mi devastò. Chivu predestinato, Mourinho? Sul Triplete…”

Il capitano dell’Inter campione d’ItaliaLautaro Martinez, parla a La Gazzetta dello Sport. Un’intervista a cuore aperto, tra aspetti privati e sportivi. Dalla fame dell’infanzia in Argentina al legame indissolubile con i nerazzurri, passando per il momento più buio della sua carriera e il futuro lontano dal calcio. Lautaro si mette a nudo.

L’infanzia difficile: “Fame e una casa regalata da un amico”

Lautaro ricorda i suoi inizi:

“Con i miei fratelli facevamo un gioco su chi mangiava di più. Ma ricordo la sensazione di fame aspettando la cena. E poi non potevamo pagare un affitto. E così per quasi tre anni abbiamo vissuto a casa di un amico: pagavamo solo 100 pesos ogni tanto (al cambio di oggi 6 centesimi di euro) per l’elettricità.”

“All’Inter resto a vita, non mi vedo da un’altra parte”

Il capitano nerazzurro è chiaro sul suo futuro:

“Sicuramente vorrei. Non ho ancora le chiavi di Appiano, ma quasi… Con la mia famiglia siamo felici, abbiamo anche un ristorante, i bambini vanno a scuola e hanno i loro amici. Oggi per me è difficile immaginarmi da un’altra parte. Nel calcio non si sa mai, ma se non mi mandano via io rimarrò qui.”

Sul record di Meazza:

“Sarebbe bello perché Meazza è la Storia, dell’Inter e di Milano. Potrei farcela ma devo ricominciare a tirare i rigori.”

Il momento più buio: “Dopo il Fluminense ero devastato, volevo mollare”

Lautaro rivela il suo stato d’animo dopo l’eliminazione al Mondiale per club:

“Dopo la finale no, dopo il Mondiale per club sì. Ho pensato a molte cose, ho sofferto molto. Non dico di aver chiesto di andare via, ma dentro di me percepivo la sensazione che se fosse arrivata un’offerta importante forse… Ero devastato. Da quello stato d’animo nasce l’intervista successiva all’eliminazione con il Fluminense. Sono uscito, ho infilato la maglietta e ho detto quello che pensavo.”

Sulle parole “Chi non vuole restare vada via”:

“Volevo condividere quello che avevo visto nello spogliatoio. Da capitano era doveroso. Poi sono andato in vacanza e per tre settimane non mi sono allenato, ho mangiato e basta. Infatti al rientro pesavo un po’ di più…”

La rinascita con Chivu: “Predestinato, ha portato aria nuova”

Lautaro spiega il ruolo del suo allenatore:

“Senza quello sfogo, l’Inter sarebbe ripartita? Non lo so. Ma aver parlato in pubblico ha fatto rumore. Ma ce l’avevo anche con me stesso, perché non ero esente da colpe. Poi Chivu ci ha dato una mano, portando aria nuova. Senza nulla togliere a Simone, che ci ha fatto vivere quattro anni meravigliosi. L’ho chiamato subito. Non avevo dubbi che avrebbe fatto molto bene. Lo conoscevo dalle partitelle che facevamo ad Appiano contro la sua Primavera: sembrava un predestinato.”

Il futuro lontano dal calcio: “Sparirò, non mi piace questo ambiente”

Lautaro conclude con una riflessione sul suo domani:

“Non rimarrò nel calcio, che è un ambiente che non mi piace. Non sentirete più parlare di me: sparirò.”

Lautaro Martinez è e resterà un uomo d’altri tempi. Attaccato alla famiglia, alla maglia, ai valori veri. E consapevole che, un giorno, il calcio lo lascerà. Ma non prima di aver scritto altre pagine importanti. A Milano, naturalmente. E chissà, magari entrando per sempre nella leggenda.

 

Foto: Account ufficiale Instagram di Lautaro Martinez.

Fonte: Europacalcio.it

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