Belgrano nella leggenda, rimonta il River e conquista il primo titolo in 121 anni

A ben 121 anni di distanza dalla sua fondazione, il club di Córdoba ha scritto la pagina più importante della propria esistenza, sollevando al cielo il trofeo del Torneo Apertura, nonché il primo titolo nazionale della storia del club. Una corsa iniziata quasi in punta di piedi e terminata nel modo più imprevedibile possibile: con una rimonta folle in finale e un’intera città esplosa di gioia per l’impresa del Belgrano.

Il “Pirata” beffa il River Plate nel giro di tre minuti

La partita che ha consegnato il titolo al Belgrano sembrava destinata ad avere un epilogo completamente diverso. Di fronte c’era il River Plate, dato favorito praticamente da tutti, guidato da Eduardo Coudet e forte di una qualità tecnica superiore. Per larghi tratti del match, infatti i Millonarios hanno dato proprio la sensazione di avere il controllo della situazione.

Prima il vantaggio firmato da Facundo Colidio, poi il pareggio di Leonardo Morales sugli sviluppi di un calcio d’angolo e infine il nuovo sorpasso del River con Tomás Galván. A poco più di cinque minuti dalla fine, il trofeo sembrava avere già preso una direzione precisa. Poi il calcio, ancora una volta, ha deciso di raccontare una storia diversa.

All’85’ Nicolás “Uvita” Fernández trasforma il rigore del 2-2, lasciando presagire a un discorso rimandato ai supplementari. Invece, tre minuti più tardi lo stesso centravanti si avventa su un pallone sporco in area e completa la rimonta che entra immediatamente nella leggenda del calcio argentino. Decisivo anche l’assist di Franco “El Mudo” Vázquez, con l’ex Palermo, Parma e Cremonese entrato nel finale e protagonista a 37 anni di uno degli ultimi, meravigliosi, atti della sua carriera.

Da quinto nel girone al trionfo: il percorso del Belgrano

Ancora più incredibile del finale è forse il cammino che ha portato il Belgrano fin lì. La squadra aveva chiuso la stagione regolare soltanto al quinto posto del Gruppo B con 26 punti, frutto di sette vittorie, cinque pareggi e quattro sconfitte. Numeri sufficienti per qualificarsi ai playoff ma certamente non per presentarsi ai nastri di partenza tra le favorite.

Da quel momento però il “Pirata” ha iniziato a costruire la propria favola. Agli ottavi è arrivata la vittoria nel derby di Córdoba contro il Talleres di Carlos Tevez (poi esonerato), il primo derby vinto in Primera Division dal 2001. A seguire, i quarti con l’Union de Santa Fe, eliminata con un netto 2-0, mentre in semifinale è servita la prima vera impresa contro l’Argentinos Juniors. Sotto dopo appena sei minuti, il Belgrano ha trovato il pareggio nel recupero grazie ancora a Nicolás Fernández, per poi imporsi ai rigori.

Il tutto guidato da Ricardo Zielinski, soprannominato “el Ruso”, lo stesso allenatore che nel 2011 aveva condotto il Belgrano alla salvezza nello storico spareggio contro il River Plate, retrocesso per la prima volta nella sua storia. Quindici anni dopo il destino li ha fatti incontrare di nuovo. E ancora una volta, alla fine, a sorridere è stato il Belgrano.

Fonte: Europacalcio.it

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