Dalla Confederations Cup alla Nations League: com’è cambiato il calcio delle nazionali
Negli ultimi anni il panorama del calcio per nazionali ha subito una profonda trasformazione. Le federazioni internazionali hanno progressivamente modificato il calendario, eliminando alcune competizioni storiche, introducendone di nuove e recuperando tornei che per lungo tempo erano rimasti inattivi. L’obiettivo dichiarato è stato quello di aumentare la competitività delle partite ufficiali, ridurre il numero di amichevoli prive di significato sportivo e generare maggiore interesse da parte di pubblico, sponsor e broadcaster.
Tra le competizioni scomparse più significative figura la Confederations Cup, torneo disputato per l’ultima volta nel 2017 in Russia. La manifestazione riuniva i campioni continentali delle sei confederazioni affiliate alla FIFA, la nazionale campione del mondo e il Paese ospitante della successiva Coppa del Mondo. Nata nel 1992 come King Fahd Cup in Arabia Saudita e poi incorporata dalla FIFA nel 1997, la Confederations Cup ha rappresentato per anni un’importante prova generale in vista dei Mondiali.
Dalla Confederations Cup alla Nations League: com’è cambiato il calcio delle nazionali
L’edizione del 2017 fu vinta dalla Germania, che superò il Cile per 1-0 nella finale di San Pietroburgo grazie a una rete di Lars Stindl. Successivamente la FIFA ha deciso di interrompere il torneo per fare spazio all’espansione del Mondiale per club. Considerato più strategico sotto il profilo commerciale e mediatico. Da allora la Confederations Cup non è più stata disputata e non risultano progetti concreti per una sua reintroduzione.
La principale novità del calcio per nazionali è stata invece la nascita della UEFA Nations League, annunciata nel 2014 e inaugurata nel 2018. La competizione è stata concepita per sostituire gran parte delle amichevoli internazionali con incontri ufficiali tra squadre di livello simile. Le nazionali europee vengono suddivise in leghe sulla base del ranking UEFA, con promozioni e retrocessioni che rendono ogni partita rilevante ai fini della classifica. La prima edizione della Nations League è stata vinta dal Portogallo nel 2019. In seguito si sono imposte Francia nel 2021 e Spagna nel 2023.
Il torneo ha acquisito rapidamente importanza anche perché offre percorsi aggiuntivi di qualificazione agli Europei e influenza indirettamente la composizione dei gironi nelle competizioni successive.
Dalla Confederations Cup alla Nations League: com’è cambiato il calcio delle nazionali
L’introduzione della Nations League ha avuto effetti significativi sull’organizzazione del calendario internazionale. I cambiamenti sembrano non finire mai e dalla prossima stagione, ad esempio, la sosta di settembre sarà più lunga rispetto al passato. La Nations League non ha riformulato solo lo spazio per le qualificazioni a Mondiali ed Europei, ma ha anche ridotto all’osso le date utili per dei semplici test. Motivo per il quale l’indotto generato dai big match organizzati ad hoc dalle federazioni e di conseguenza dalle scommesse sulle amichevoli internazionali è calato drasticamente. Parallelamente si è assistito al ritorno della sfida tra Europa e Sudamerica attraverso la Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA, comunemente chiamata Finalissima.
La prima edizione della Finalissima si è svolta il 1° giugno 2022 allo stadio di Wembley, con l’Argentina campione del Sudamerica che ha sconfitto l’Italia campione d’Europa per 3-0 grazie alle reti di Lautaro Martínez, Ángel Di María e Paulo Dybala. Il successo dell’evento ha confermato l’interesse per un confronto diretto tra le migliori nazionali dei due continenti più prestigiosi dal punto di vista calcistico.
Anche fuori dall’Europa sono emersi nuovi format. La CONCACAF Nations League, introdotta nel 2019, ha seguito il modello UEFA con l’obiettivo di aumentare il livello competitivo delle selezioni nord e centroamericane. In Africa e Asia, invece, le qualificazioni ai grandi tornei sono state più volte riorganizzate per adattarsi a calendari sempre più congestionati e all’espansione del Mondiale FIFA, che dal 2026 vedrà la partecipazione di 48 nazionali.
Fonte: Europacalcio.it