Lazio-Avellino 6-3: analisi del match e spunti tattici
La Lazio è scesa in campo per il terzo test pre-stagionale, in seguito alle sfida in famiglia contro la primavera e alla gara contro il Flaminia Civita Castellana. Questa volta i biancocelesti hanno sfidato l’Avellino dell’ex di casa Alessandro Nesta, dando vita ad un pirotecnico 6-3 per la squadra di Gattuso. I biancoverdi trovano subito il vantaggio con la rete di Di Maggio a cui risponde pochi minuti dopo Federico Serra, grande rivelazione del ritiro biancoceleste, che con un colpo di testa firma il gol del pari. Ci pensano due esuberi come Ratkov e Belahyane a portare il risultato sul 4-1, grazie a una doppietta del serbo e a un gol dell’ex Verona nato da una disattenzione della difesa campana.
L’attaccante classe 2003 è stato poi sostituito per lasciare spazio a Gabriele Artistico che si guadagna e realizza il rigore del 5-1. Poi la squadra capitolina si addormenta un po’ e permette all’Avellino di accorciare le distanze sul 5-3, grazie alle reti di Besaggio prima e di Pandolfi poi. Ci pensa Taylor, l’uomo più chiacchierato in biancoceleste in seguito allo scontro di ieri con Gattuso, a fissare il punteggio finale su 6-3.
LA NUOVA LAZIO DI GATTUSO: LA PRESSIONE ALTA AL CENTRO DI TUTTO
Ciò che salta subito all’occhio vedendo la Lazio di Ringhio è sicuramente la pressione alta, modo di interpretare la fase di non possesso completamente diverso rispetto a quanto visto lo scorso anno con Sarri, quando i biancocelesti rimanevano bassi coprendo tutte le vie di passaggio, pronti a ripartire in contropiede. L’iniziale 4-2-3-1 schierato da Gattuso, in fase di pressione diventava un 4-4-2, con Ratkov e Dia che pressavano forte e gli esterni Cancellieri e Serra che si abbassavano sulla linea dei mediani Belahyane e Przyborek. Proprio il polacco ha faticato in quel ruolo, dato che non è il suo: il classe 2007 nasce come trequartista e questo sembra essere più un esperimento tattico di Gattuso. Oltre a perdere un pallone sanguinoso che ha portato al gol dell’Avellino, infatti, Przyborek ha faticato parecchio nella pressione alta dei mediani, meccanismo che può pagare ma solamente se fatto con i tempi giusti.
Il test contro la squadra di Nesta dà indicazioni contrastanti: buoni segnali da parte dei gol e della pressione alta, ma c’è ancora lavoro per mister Gattuso per quanto riguarda le disattenzioni e il calo psico-fisico del secondo tempo. Tuttavia, non c’è molto tempo per i biancocelesti di pensare ancora all’Avellino, vista la sfida in programma contro l’Ascoli già nella giornata di domani alle ore 20:45.
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Fonte: Europacalcio.it