Mercato incompleto in entrata e disastroso in uscita: il voto al Milan
Il voto al mercato del Milan in uscita e in entrata: Gila, colpo top; caos Tomori e troppi prestiti con diritto; finanzia solo Leao
MILAN VOTO MERCATO – Un inizio promettente, scoppiettante. Un finale da amaro in bocca. E quel solito senso di incompiutezza che costringerà lo staff tecnico a fare di necessità virtù. Il mercato del Milan dell’estate 2026 ripercorre la falsariga dei precedenti dell’era RedBird, malgrado una strategia completamente diversa attuata sin dai primi giorni di luglio. Una nuova tela da realizzare – dopo il complicato (eufemismo) finale di stagione contrassegnato dal fallimento dell’assalto alla Champions League – con Gerry Cardinale autore e protagonista in prima persona. Pennellate decise all’inizio, con i colpi da novanta (anzi, da 100 milioni) Gila e Gonçalo Ramos per tappare due enormi falle in rosa delle quali già necessitava Allegri. Poi, il disastroso mercato in uscita ha complicato i piani rendendo la tela, nuovamente, incompiuta.
Il caso Tomori e un mercato in difesa senza botto finale: mercato Milan deludente
Il caso Fikayo Tomori appare nettamente esplicativo in tal senso. Il calciatore inglese, considerato un fuori rosa e il cui nome era stato cancellato dalla lista Serie A, è stato reintegrato in rosa per l’infortunio di Matteo Gabbia e una coperta troppo corta in difesa. La lista cessioni del Diavolo sì è impantanata con operazioni condotte in prestito con diritto di riscatto (Nkunku, Gimenez, Athekame, Ricci), in prestito secco (Fofana), con i club acquirenti che hanno approfittato della gestione controproducente dei rossoneri in tema esuberi. Dichiarare di fatto fuori dal progetto buona parte dei cedibili ha finito per indebolire la posizione del Milan al tavolo delle trattative. In tal senso, certamente, appare quasi necessario sottolineare la mancanza di esperienza di una nuova struttura dirigenziale con un solo vertice (Cardinale) e tante figure promosse internamente, ma mai pienamente coinvolte nelle operazioni fino a questa sessione estiva 2026.
La sensazione è che Via Aldo Rossi attendesse di poter cedere immediatamente Rafael Leao in breve tempo e a peso d’oro. Formalità che, all’atto pratico, non è avvenuta. Risultato finale: portoghese ceduto a 38 milioni di euro più bonus e unica uscita remunerativa dell’estate, ma a cifre inferiori rispetto le attese. Nel corso delle ultime ore, poi, ci si attendeva un innesto in difesa che completasse un reparto in cui gioventù e inesperienza ad alti livelli la fanno da padrone. I soli Diawara e Vladimirov, al momento, non possono bastare per considerare completa la retroguardia del Diavolo.
Mercato Milan: dall’incognita ruolo per Moreira alla completa rivalutazione di Musah
In tal senso, il secondo acquisto più oneroso della sessione, Diego Moreira, offre un’alternativa sugli esterni, ma rischia di diventare già un caso se rapportato all’alternanza con Chukwueze. Il settore di sinistra, dunque, appare ancora lacunoso e pieno di incognite. Mentre l’arrivo di Hutchinson completa la trequarti, almeno numericamente, le tante uscite in mediana ripropongono Yunus Musah (ceduto l’anno scorso) quasi come imprescindibile della rosa di Amorim. L’utilizzo di Modric, a 41 anni, andrà inoltre calibrato in una squadra chiamata a sostenere un calcio fatto di pressing a tutto campo e continue rincorse sui portatori avversari.
Il voto finale al mercato del Milan: l’illusione iniziale mitigata da un deludente finale
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Fonte: Europacalcio.it