Fiorentina, niente esonero ma fiducia a tempo per Grosso: Venezia sarà decisiva
Doveva essere la stagione del rilancio, nell’anno del centenario e dopo un mercato costruito per tornare a guardare l’Europa. Invece, sulla Fiorentina sono già tornati i fantasmi. La rimonta subita dal Torino vale la terza sconfitta in altrettante giornate e rende l’avvio persino più traumatico rispetto alla nefasta annata precedente. Il Franchi ha già emesso la propria sentenza chiedendo l’esonero di Grosso. La società, almeno per ora, non intende assecondarlo: la fiducia resta ma la trasferta di Venezia assume già i contorni dell’ultima spiaggia.
Zero punti e nove gol subiti: il Franchi ha già perso la pazienza con Grosso
I numeri spiegano meglio di qualsiasi analisi la portata della crisi: tre partite, altrettante sconfitte, nove reti incassate e appena una realizzata. Un avvio così negativo a Firenze mancava addirittura dalla stagione 1935/36. Dopo il pesantissimo 4-0 dell’Olimpico contro la Roma e lo 0-3 interno con il neopromosso Frosinone, il Toro ha inflitto ai viola un altro colpo al Franchi, rimontando il vantaggio di Pellegrino con l’ex Mandragora e Adams. E stavolta la contestazione è diventata inevitabile, con fischi e cori espliciti rivolti alla squadra e all’allenatore.
Un rendimento difficilmente conciliabile con i 130 milioni investiti sul mercato e con una rosa arricchita da individualità come Dragusin, Mastantuono, Oulai, Atta e Beto fra gli altri. Il problema, almeno finora, è proprio trasformare la somma dei talenti in una squadra. Contro i granata di Abate si sono viste ancora fiammate isolate più che una vera identità collettiva: poca fluidità nella proposta, difficoltà nel mantenere il controllo della partita e fragilità nei momenti decisivi. Grosso ha ammesso che costruire il proprio stile “è un obiettivo lontano e difficile da raggiungere in poco tempo” ma a Firenze il tempo rischia già di diventare il bene più prezioso. La Viola è ultima e, paradossalmente, ha raccolto persino meno dei due punti conquistati nelle prime tre giornate della scorsa stagione.
La società non vuole cambiare ma Venezia diventa già l’ultima spiaggia
Nonostante una parte consistente dell’ambiente abbia già chiesto una svolta in panchina, la Fiorentina non sembra intenzionata a procedere con un esonero immediato. Grosso resta dunque al proprio posto e avrà ancora la possibilità di invertire una tendenza diventata rapidamente preoccupante. La fiducia, tuttavia, non può essere illimitata: la prossima trasferta contro il Venezia si presenta già come un appuntamento potenzialmente decisivo per il futuro dell’allenatore, chiamato ad associare in contemporanea segnali di crescita e risultato.
Lo stesso Grosso, nel post partita, non si è sottratto alle domande sulla propria posizione: “Dimettermi? Non ci ho mai pensato. Io faccio l’allenatore e mi rimetto alle decisioni di chi è sopra di me“. Una presa di posizione netta, accompagnata dalla consapevolezza che “quest’ambiente merita sicuramente risultati diversi”. Il tecnico ha definito immeritata la sconfitta contro il Torino e individuato anche episodi nei quali la squadra avrebbe potuto indirizzare diversamente la gara.
Adesso, però, serve qualcosa di più delle attenuanti. Paratici e la società gli hanno consegnato un gruppo profondamente rinnovato e ricco di qualità, ma ancora privo dell’armonia necessaria per esprimerla. A Venezia servirà iniziare a intravedere quella Fiorentina immaginata in estate: in caso contrario, la domanda sull’esonero potrebbe rapidamente trasformarsi in una decisione.
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Fonte: Europacalcio.it