Ramos, gioco, atteggiamento e non solo: tutti i grattacapi di Amorim

Rubén Amorim, tecnico del Milan, ha manifestato delusione per il gioco espresso dalla squadra contro il Benfica: Ramos e tanti altri problemi

AMORIM RAMOS GIOCO MILAN – “Preoccupato? Io lo sono sempre, sia dopo una sconfitta sia dopo una partita vinta giocata male. In questo momento mancano qualità, organizzazione, atteggiamento e gioco. Quando subiamo gol facciamo fatica a ribaltare”. Dichiarazioni preoccupate e preoccupanti, quelle espresse da Rubén Amorim al termine dell’esordio in Europa League del suo Milan. La squadra è stata nettamente sconfitta da un Benfica decisamente più organizzato, compatto tra le linee e con un atteggiamento completamente diverso rispetto quanto mostrato dal Diavolo. E i grattacapi per il Mister portoghese cominciano a diventare diversi.

Salvate il soldato Ramos: l’attaccante maratoneta che non calcia in porta

Tra i primi, la quasi completa assenza in zona gol di Gonçalo Ramos. Il numero 9 continua a macinare chilometri in serie al di fuori dell’area di rigore, tanto che le statistiche di qualsiasi finale di partita conducono il centravanti sul podio in relazione alla distanza percorsa nell’arco dei 90 minuti. I dati sui tiri in porta, però, cominciano a destare parecchie remore sull’inizio di stagione dell’ex PSG: un tiro verso lo specchio nelle ultime tre partite. Troppo poco per un pistolero pagato 74 milioni di euro e dotato di licenza di “uccidere” le difese avversarie.

Gioco inesistente, formazioni discutibili: il Milan regala almeno un tempo a partita

Altro grande capo d’accusa nei confronti dell’allenatore rossonero riguarda un’identità di gioco praticamente inesistente. Il Diavolo è molle, talvolta inconcludente e subisce perennemente, inerme, almeno per 45 minuti di gioco. Quelli nel corso del primo tempo, soprattutto, come accaduto contro Venezia, Juventus, Lazio e Benfica: il Milan non ha ancora chiuso un primo tempo in vantaggio sugli avversari. Approcci alle partite rivedibili, figli di un atteggiamento estremamente remissivo e poco improntato all’aggressione del match.

Impossibile non sottolineare, tra l’altro, le tante formazioni iniziali con troppe rotazioni: senza un undici-tipo, la squadra sembra perdere certezze e riferimenti. Di certo, il turnover optato da Amorim a quattro giorni dalla gara contro il Lecce, cui seguiranno ben venti giorni di sosta per le Nazionali, appare quantomeno singolare.

Gli esperimenti nei laboratori di Milanello sembrano eccessivi, con tanti elementi snaturati rispetto le proprie caratteristiche tecniche e fisiche. Le varie scelte su Moreira (a destra, contro la Juventus), Saelemaekers, Rabiot e Loftus-Cheek (sulla trequarti), senza contare l’incognita tattica legata a Luka Modric, rischiano di risultare controproducenti in una squadra che pare stia già perdendo certezze prima ancora di consolidarne. I concetti base del Milan di Amorim sono stati applicati solo all’esordio, contro il Torino: quasi un paradosso. Il Diavolo compie continui passi indietro e in un percorso di crescita, tutto ciò, non preoccupa solamente il Mister, ma tutto l’ambiente.

Fonte: Europacalcio.it

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