Barcellona, la rivoluzione di Flick: i sette comandamenti

La rivoluzione di Flick parte dalla meritocrazia

Il nuovo Barcellona di Hansi Flick sta costruendo le proprie certezze attraverso una regola semplice: nessuno ha il posto garantito. Le otto vittorie consecutive ottenute tra Liga e Champions League hanno confermato la bontà di un progetto fondato sulla profondità della rosa e sulla capacità di cambiare uomini senza modificare l’identità della squadra.

Il primo comandamento è quindi la rotazione. Lo stesso Flick ha già dimostrato di essere disposto a modificare l’undici titolare in base all’avversario e alle condizioni dei giocatori. Contro il Siviglia, per esempio, Dominik Livakovic ha preso il posto di Wojciech Szczesny, mentre il tecnico ha annunciato pubblicamente la necessità di apportare cambi alla formazione.

Versatilità e concorrenza per tutti

Il secondo principio è la versatilità. Eric Garcia, João Cancelo, Xavi Espart e altri elementi possono essere utilizzati in più zone del campo, offrendo a Flick soluzioni differenti. La rosa ufficiale 2026/27 comprende inoltre profili offensivi diversi come Raphinha, Lamine Yamal, Karim Adeyemi, Anthony Gordon e Gabriel Jesus.

Terzo comandamento: la condizione fisica viene prima del nome. Joan Garcia è stato lasciato a riposo per un problema al ginocchio, mentre Flick ha alternato i portieri senza rinunciare alla competitività.

Quarto: chi entra deve essere pronto. Quinto: la pressione resta fondamentale. Sesto: la qualità dell’allenamento determina le scelte. Settimo: il rendimento decide le gerarchie.

La vera rivoluzione del Barcellona non è dunque un modulo, ma una gestione della rosa nella quale ogni partita può modificare gli equilibri. Flick lo ha trasformato in un principio quotidiano: la maglia da titolare non si eredita, si conquista.

Fonte: Europacalcio.it

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