Finetti: “Studio Ilkhan, all’Ajax Rabat per essere protagonista”

FINETTI AJAX RABAT – Nelle scorse settimane, l’Ajax Rabat, club maltese, ha ufficializzato un colpo di prospettiva ingaggiando Jacopo Finetti, ragazzo torinese di 18 anni pronto a mettersi in gioco a Malta.

Ai fini di questa interessante operazione di mercato, è stato fondamentale il lavoro del procuratore Luca Scuderi. 

Intervistato in esclusiva da Europacalcio.it, il giovane fantasista si è così espresso: “All’Ajax Rabat mi sono trovato sin da subito molto bene, specie con l’allenatore, il quale mi ha subito messo nel mio ruolo e io ho già segnato 7 gol in 3 partite con la squadra Under 21“.  

Cosa l’ha colpita in particolare di questa realtà? 

“Sono rimasto sorpreso in positivo dall’accoglienza dei tifosi. Inoltre il club è molto bene organizzato, se vado al campo trovo sempre qualcuno. Senza dimenticare che l’Ajax Rabat è uno dei club più titolati del paese e che questa nuova proprietà è molto ambizioso“. 

Come vede la squadra? 

“Come dicevo, io al momento sto giocando con l’Under 21. Ma la prima squadra ha già vinto le prime tre partite“. 

Come è nato questo approdo a Malta? 

“Ero venuto qui ad allenarmi con il Fgura. Mi avevano ingaggiato ma non hanno potuto tesserarmi perché avevano già superato il numero massimo di stranieri in rosa. E quindi sono andato all’Ajax Rabat. La trattativa l’ha condotta Luca Scuderi, lo ringrazio molto per la disponibilità che mi ha dato sin da subito“. 

 Si sta trovando bene in città?

“Rabat è una città storica, mi sto trovando molto bene lì. Poi a me piace molto il mare, a Malta è facilmente raggiungibile“.

A livello personale, quali sono i suoi obiettivi?

“Punto a esordire in campionato e ad arrivare in doppia cifra. E soprattutto vincere il torneo. Va detto che a Malta, grazie all’approdo di tanti giocatori stranieri, è cresciuto e il livello è molto più alto“.  

Lei ha diciotto anni, ma già alle spalle un bel curriculum calcistico. Come si può riassumere?

“Arrivo all’Ajax Rabat dall’Autovip San Mauro, squadra torinese impegnata nel campionato di Eccellenza. I primi passi li ho mossi in oratorio a Robassomero, ma non ero in una squadra. Mio nonno vide qualcosa in me e mi portò al Torino, squadra di cui sono anche tifoso. Dopo quattro anni il passaggio al Chisola, società affiliata alla Juventus, con cui ho effettuato alcuni provini. Poi le successive esperienze all’Alpignano, con cui ho segnato 11 gol in 19 partite, al Volpiano e a Borgaro, dove ho giocato nell’Under 17 mettendo a referto 27 reti nel campionato regionale. Devo ringraziare Mauro Gentile, mio allenatore al Borgaro e il quale ha sempre creduto molto in me“.

Cosa significa giocare nel settore giovanile del Toro? 

“Parliamo di uno dei migliori vivai di Italia. E per me che sono anche tifoso, giocare con la maglia granata è stata una emozione unica. Ho sempre dato tutto, anche quando accompagnavo allo stadio i giocatori in campo. Ricordo anche i provini con la Juve: il Torino è un ambiente diciamo familiare, ma alla Juve è tutto un altro mondo, a partire dall’aspetto organizzativo“.

Da buon numero dieci, immagino che abbia studiato da vicino Nikola Vlasic.

“Certamente, mi ispiro molto a lui. Ma mi piace anche Ilkhan“.

C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere lei? 

“Voglio ringraziare tanto la mia famiglia per essermi sempre vicino. Inoltre voglio dire che in Italia mi sono allenato molto tra i grandi, anche in Serie D. Non lo considero un passo indietro questo di Malta: voglio capire meglio il calcio internazionale. Con l’obiettivo di arrivare in Premier League maltese il prossimo anno“. 


Fonte: Europacalcio.it

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