Audero: “Quest’estate potevo tornare alla Juve, sul Rayo…”

AUDERO JUVE RAYO – In occasione di una intervista rilasciata al sito di Gianluca Di Marzio, Emil Audero ha ripercorso il lungo periodo in Italia. Così il portiere indonesiano, la scorsa stagione alla Cremonese e oggi agli spagnoli del Rayo Vallecano: “Il rigore parato con la Samp nel 2022? Per quello che c’era in palio, se non fossimo stati a Genova ma a Manchester ci sarebbe già un film su Netflix. Ho visto gente tatuarsi la mia parata, il giorno dopo la città era tappezzata, è stata una cosa folle. A fine partita sono scoppiato a piangere, è stata la prima volta che ho pianto per il calcio“.

Di seguito: “Ho avuto la fortuna di esordire in una grandissima Juve, però penso che l’Emil di adesso se la godrebbe di più: allenandomi tutti i giorni con loro mi sembrava normale, solo oggi ho capito la qualità di quei giocatori. Ho degli ottimi ricordi, innanzitutto perché erano persone di spessore, poi perché in campo erano di un altro pianeta. In estate avevano preso in considerazione me e altri portieri, poi la trattativa non si è conclusa per diversi motivi. Io ero soltanto in attesa di capire quale potesse essere la soluzione migliore, mi allenavo per essere pronto a tutto“.

Prosegue: “L’annata all’Inter? Un altro capitolo molto bello. Ho ritrovato giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni, con cui ci conosciamo dall’Under 15, mi sono trovato bene con uno spogliatoio di ottime persone, oltre che ottimi giocatori. Quell’Inter ha espresso un calcio tra i migliori che abbia visto. La sua forza era l’amicizia all’interno dello spogliatoio“.

Poi sul Rayo Vallecano: “È cambiato tutto l’ultimo giorno di mercato, quando il Como ha preso Sanchez senza che nessuno mi avesse detto niente. Quelli che erano i miei piani così sono cambiati, perché c’è un abisso tra fare il secondo e fare il terzo. Mi è arrivata un’offerta che ho accettato immediatamente, nonostante fosse tutto nuovo. Sono contento della scelta che ho fatto, vivo in una città bellissima come Madrid, in un ambiente molto familiare: è una società molto umile, passionale e legata al popolo. Mi sto trovando molto bene“.

Infine: “Mi piacerebbe stabilirmi in un posto per diversi anni, ma tante volte non sei tu che decidi. Penso step by step, per ora l’inizio qui è stato positivo“.

Fonte: Europacalcio.it

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