Atalanta-Pafos, Sarri: “Tempo per preparare non esiste, è il calcio moderno; vicini alle Curve”. Carnesecchi: “Serviva un cambiamento”

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara casalinga dell’Atalanta in Conference League contro i ciprioti del Pafos. Le sue dichiarazioni principali:

“Il calcio moderno è questo, se fai tre partite in sei giorni, il tempo per preparare le partite non esiste. Non è un calcio che mi fa impazzire, la penso un po’ come le nostre Curve ma ci dobbiamo adeguare, sarà una preparazione molto più sbrigativa ma il calendario è questo.

La tenuta atletica? Con il Venezia lunedì bisogna vedere se c’è stato un calo nel secondo tempo o altro, nel primo tempo baricentro alto e riconquiste alte, nel secondo più basse e ripartenze più complicate.

Per noi è importante tenere in ballo più giocatori possibili“.

Su Atalanta-Pafos: “Mi aspetto la classica partita europea, difficile. Bisogna prendere atto di certi cambiamenti avvenuti negli ultimi tempi. Il livello medio delle squadre in Italia si è elevato e questo è successo anche in Europa. Il Pafos è una buona squadra e viene da una buona Champions, ha valori tecnici e tanti giocatori portoghesi e brasiliani dal buon palleggio. Se si valuta una squadra solo dal nome o numero di trofei, è superficialità e per noi non deve rappresentare una sorpresa“.

La chiacchierata con De Ketelaere: “Si è trovato bene in Nazionale più accentrato e ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione di campo“.

Su Carnesecchi: “Non lo posso far giocare in mezzo al campo, è uno di quelli che non perdonerò mai niente perchè ha le potenzialità per farci la differenza, non un peso ma uno stimolo“.

Su Sky Sport, Sarri ha aggiunto:

“Il ballottaggio fa parte del calcio moderno, è chiaro che ci dev’essere alternanza con tante partite in ventisei giorni. Poi se a livello giornalistico si parla di gerarchie, cambieranno di mese in mese”.

ATALANTA-PAFOS, CARNESECCHI IN CONFERENZA

Affianco a lui, proprio Marco Carnesecchi:

“Top 10 dei portieri atalantini più presenti? Mi riempie d’orgoglio, devo tanto all’Atalanta e vediamo di migliorare ancora di più questi numeri. Mi trovo molto bene, essere un aiuto per la squadra mi dà molta consapevolezza, è una cosa nuova per me e riempie il mio bagaglio, per farla bisogna avere coraggio, attributi e sono felice, era arrivato il momento di fare questo cambiamento, senza paura. Felici di questo modo di giocare.

Il peso sulle spalle (dei pronostici) penso sia la cosa giusta, non c’era mai stata. Ci deve riempire di orgoglio, far sentire una squadra forte in ambito europeo e non dobbiamo avere paura degli altri o di noi stessi. Mettersi limiti potrebbe frenare la nostra corsa o potenziale, l’Atalanta è un pò diversa, compatta ma le grandi squadre si abbassano tante volte nella propria metà campo e per diventare competitivi penso questa sia una caratteristica che serve.

Migliorare una cosa? Il non riuscire a fare qualche uscita, non dominare il gioco aereo e ci sto lavorando, so che mi darà benefici. Ambisco ad essere il migliore e questo mi porta ad aumentare il livello”.

Fonte: Europacalcio.it

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