Cagliari, Winks: “Siamo umili e forti, Conte fondamentale per me”

CAGLIARI WINKS – In occasione di una intervista rilasciata sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Harry Winks ha parlato di questi suoi primi mesi al Cagliari. E’ la sua seconda esperienza italiana dopo i mesi alla Sampdoria nel 2022.

Così l’esperto centrocampista inglese, approdato in Sardegna dal Leicester: “La Sampdoria? A 27 avevo voglia di cambiare. Volevo la Spagna o l’Italia. Parlai con Fabio Paratici, allora al Tottenham, e il mio manager (allenatore) Antonio Conte e mi hanno descritto la Samp come un club con tifosi fantastici e una grande storia. Il tecnico Marco Giampaolo mi voleva. Ho riflettuto. Ma volevo un calcio basato su nuovi concetti tattici. E’ stata un’esperienza diversa rispetto al Tottenham, anche come strutture. A Genova tifosi e proprietà erano in conflitto. Ho dovuto affrontare situazioni insolite come i ritardi nei pagamenti e le forti tensioni con la tifoseria. Ma è stato il luogo in cui ho cominciato a concepire il calcio in modo diverso. Genova mi piace ancora molto. Quella di Romei è stata una figura straordinaria sia alla Samp che per il mio approdo a Cagliari. Mi aveva già accennato dell’interesse del club a gennaio. In estate ci siamo riparlati e gli ho detto quanto mi sarebbe piaciuto venire a Cagliari. Credo che mi abbia aiutato parlando col club. Ho firmato un biennale. Mi trovo bene, è un luogo meraviglioso. Mi ha aiutato anche parlare con l’allenatore Fabio Pisacane. Uno che è destinato a fare molta strada. Una persona onesta“.

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Continua: “Conte? Ho avuto tanti allenatori in carriera, ma lui è stato il primo vero tecnico con cui ho capito il calcio in modo diverso, tatticamente. Mi sono trovato molto bene“.

Di seguito: “Il Cagliari? Il primo obiettivo deve essere mantenere la categoria. La squadra è forte, lo staff è valido. Siamo giovani, ma all’interno c’è anche esperienza. Quel che ho notato subito è che è una squadra umile. Ma non bisogna mai smettere di lottare“.

Infine: “Pisacane? Da quando sono arrivato vuole che io sia un leader, specialmente per i più giovani. E che parli in campo. Per lui devo essere quello che si fa dare la palla, che detta i tempi e cerca di controllare la partita. Chiede che guidi la squadra e che sia quasi un allenatore aggiunto in campo. Il 4-0 subito a Monza? A caldo bisogna mantenere la calma. Ci ha detto di stare tranquilli. A Monza dopo il secondo gol c’è stato un calo. La cosa più importante è stare umili e combattere sempre. Credo che tutti abbiano compreso questo aspetto“.

Fonte: Europacalcio.it

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