Cannavaro su Juventus-Napoli: «Spalletti e Allegri, due grandi allenatori»

Alla vigilia di Juventus-Napoli, in programma domenica 1° novembre 2026, Fabio Cannavaro ripercorre i momenti più significativi della propria carriera e analizza il presente delle due squadre. Nell’intervista esclusiva a Betsson.Sport, l’ex difensore affronta diversi temi: il legame con le due piazze, il confronto tra Bremer e Buongiorno, l’evoluzione degli attaccanti e il lavoro degli allenatori. Senza nascondere le proprie ambizioni per il futuro.

Cannavaro, il ricordo dell’esordio tra Napoli e Juventus

Il rapporto con la sfida tra Napoli e Juventus nasce nel 1993, quando Cannavaro debuttò in Serie A proprio in occasione di un rocambolesco 4-3. «Penso sia stato il giorno più emozionante della mia vita perché io sono cresciuto a Fuorigrotta, dove ho avuto la fortuna di giocare sia fuori il vecchio San Paolo che all’interno», ha ricordato. E ancora: «Arrivare a giocare in Serie A con la squadra del proprio cuore non è da tutti».

Sulla realtà bianconera ha aggiunto: «La Juve è una società che rappresenta proprio la programmazione, il futuro; quando uno va lì si rende conto che deve pensare solo a giocare». Quanto alla possibilità di allenare una delle due squadre, Cannavaro non chiude la porta: «Un allenatore deve aspirare al massimo».

Bremer e Buongiorno, gli elogi dell’ex difensore

Interrogato sul confronto tra due dei migliori centrali del campionato italiano, il bianconero Bremer e l’azzurro Buongiorno, Cannavaro ha espresso grande ammirazione: «Buongiorno mi piace molto perché è un difensore, lui riesce a capire il pericolo, sa quando deve accelerare, sa quando deve essere duro», ha spiegato. Poi il riconoscimento al brasiliano: «Lo stesso anche Bremer perché sono due giocatori straordinari». Il rammarico riguarda gli infortuni, che ne condizionano la continuità: «Per Juve che per Napoli sono due giocatori fondamentali».

Gli allenatori e il calcio moderno

Cannavaro ha evidenziato anche la trasformazione del ruolo degli attaccanti: «Il calcio di oggi è molto più veloce, molto più intenso, è molto più atletico». Rispetto alla sua generazione, le punte partecipano maggiormente alla manovra e lavorano senza palla.

Infine, il giudizio sulle guide tecniche: «Sono due grandi allenatori». Secondo l’ex capitano, il Napoli ha pagato gli infortuni, mentre la Juventus fatica a trovare continuità dopo i cambiamenti. Inter e Roma, con Cristian Chivu e Gian Piero Gasperini, stanno invece raccogliendo i frutti del lavoro svolto con i rispettivi gruppi.

Fonte: Europacalcio.it

Leave a Reply