Milan-Ferencváros 0-2, figuraccia europea: Amorim sotto accusa

L’Europa doveva rappresentare un’occasione di riscatto e consolidamento dopo il successo nel derby contro l’Inter. Si è trasformata, invece, nell’ennesima serata complicata di una stagione europea che sta assumendo contorni preoccupanti. Il Milan perde 2-0 contro il Ferencváros a San Siro, nella quarta giornata della fase campionato di Europa League, e lascia sul campo punti pesantissimi.

La doppietta di Lenny Joseph, a segno al 52′ e al 66′, condanna i rossoneri a una sconfitta difficile da giustificare. Non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è maturato. La formazione di Rúben Amorim ha faticato a costruire gioco, ha commesso errori individuali pesanti e non è riuscita a sfruttare neppure la superiorità numerica maturata nell’ultimo quarto d’ora.

Il successo nel derby aveva alimentato aspettative e restituito entusiasmo all’ambiente. La notte di San Siro, però, ha riportato alla luce interrogativi che una singola vittoria non poteva certamente cancellare.

Joseph punisce il Milan: due errori che costano carissimo

La partita di San Siro ha evidenziato fin dalle prime battute le difficoltà della squadra rossonera. Il Ferencváros ha trovato spazi con relativa facilità, approfittando delle incertezze nella gestione del pallone e di una pressione milanista tutt’altro che efficace.

Tra i protagonisti del primo tempo c’è stato Lorenzo Torriani, chiamato a sostituire lo squalificato Mike Maignan. Il giovane portiere ha risposto presente in diverse circostanze, soprattutto sulle conclusioni di Joseph e Kristoffer Zachariassen, evitando che il risultato si sbloccasse prima dell’intervallo.

Il problema del Milan, tuttavia, non era soltanto difensivo. La manovra è apparsa lenta e prevedibile, con pochi collegamenti tra centrocampo e attacco.

Nella ripresa è arrivato il crollo. Al 52′, un retropassaggio impreciso di Koni De Winter ha favorito la pressione di Zachariassen, che ha recuperato il pallone e servito Joseph per il più facile dei tap-in. Quattordici minuti più tardi, lo stesso attaccante ha approfittato di una ripartenza per firmare il raddoppio, ancora su assist del centrocampista danese.

Due reti che raccontano perfettamente le difficoltà di un Milan troppo vulnerabile quando viene aggredito e costretto a gestire situazioni di pressione.

La superiorità numerica non basta: i rossoneri senza reazione

Un altro elemento che merita attenzione riguarda la gestione della parte finale della gara. Al 77′ il Ferencváros è rimasto in dieci uomini per l’espulsione diretta di Yusuf, punito per una gomitata ai danni di Mario Gila.

Era l’occasione per provare a riaprire una partita ormai compromessa. Amorim ha inserito anche Luka Modrić e Christian Pulisic, cercando di aumentare qualità e pericolosità offensiva.

Il Milan ha effettivamente prodotto qualche occasione, soprattutto con Omari Hutchinson e Diego Moreira, ma senza trovare la precisione necessaria. Anche Francesco Camarda non è riuscito a concretizzare un cross interessante dalla sinistra.

Il dato più preoccupante non è soltanto la sconfitta, ma l’incapacità di sfruttare un vantaggio numerico contro un avversario che avrebbe dovuto essere messo sotto pressione con maggiore continuità.

Una squadra che vuole competere in Europa non può permettersi di perdere lucidità proprio quando le condizioni della partita sembrano favorirla.

Amorim, il derby non cancella i problemi strutturali

Le responsabilità tecniche meritano inevitabilmente una riflessione. Rúben Amorim ha ottenuto una vittoria importante contro l’Inter, ma il successo nella stracittadina non può rappresentare una risposta definitiva ai problemi del gruppo.

Il Milan continua ad alternare prestazioni di segno opposto, senza riuscire a costruire una continuità convincente. Il sistema di gioco deve ancora trovare un equilibrio tra fase offensiva e copertura difensiva, mentre alcuni interpreti sembrano faticare nell’adattarsi alle richieste dell’allenatore.

Gli errori individuali, la qualità delle alternative e la gestione dei momenti decisivi chiamano in causa l’intero gruppo. Tuttavia, è compito di Amorim trovare una soluzione e restituire alla squadra una fisionomia riconoscibile.

Il mercato, eventualmente, potrà offrire nuove possibilità, ma prima occorre capire perché una formazione capace di vincere il derby contro l’Inter possa poi mostrare così tante difficoltà contro il Ferencváros.

Europa League, qualificazione a rischio: adesso non si può più sbagliare

La situazione in classifica è diventata complicata. Dopo quattro giornate, il Milan è fermo a tre punti e ha incassato la terza sconfitta nella fase campionato. Un bottino insufficiente per una squadra che aveva iniziato la competizione con ambizioni decisamente superiori.

Il prossimo appuntamento europeo sarà la trasferta in Grecia contro l’Olympiacos, il 26 novembre. Una partita nella quale i rossoneri dovranno necessariamente cercare un risultato positivo per mantenere vive le possibilità di qualificazione alla fase a eliminazione diretta.

Prima, però, ci sarà la trasferta di Genova contro il Genoa, ultimo impegno di Serie A prima della sosta per le nazionali.

La sconfitta contro il Ferencváros lascia una lezione difficile da ignorare: il blasone non garantisce risultati e il valore individuale non basta quando manca un’organizzazione collettiva.

Il Milan ha bisogno di ritrovare compattezza, intensità e soprattutto continuità. Il derby aveva restituito entusiasmo, ma San Siro ha nuovamente mostrato una squadra fragile e incapace di gestire le difficoltà.

Amorim è chiamato a dare risposte concrete. Non servono dichiarazioni di circostanza o promesse di riscatto: occorre dimostrare sul campo che questa squadra ha ancora una direzione precisa.

Perché perdere una partita europea può capitare. Compromettere il proprio percorso continentale per mancanza di personalità e organizzazione è un problema decisamente più serio.

Fonte: Europacalcio.it

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