Suarez sul passaporto: “ci lavoravo da un anno. Non c’era solo la Juve”

Suarez sul passaporto – Luis Suarez, attaccante attualmente in forza all’ Atletico Madrid del “Cholo” Simeone, è stato indiscutibilmente l’ uomo più chiacchierato della scorsa sessione estiva di calciomercato. Non solo perchè, verso gli inizi di Settembre, il matrimonio tra lui e la Juventus sembrava cosa fatta, ma anche, soprattutto, per la brutta storia riguardante l’ esame per ottenere il passaporto italiano. Ora, a distanza di mesi, il “Pistolero” ha parlato, per la prima volta, di quella spiacevole vicenda ai microfoni di “El Transitor” e non solo…

Suarez sul passaporto – Ecco le sue parole:

“Si parlava molto dei bianconeri, ma c’erano molti club interessati. ho continuato a portare avanti il discorso del passaporto italiano perché ci stavo lavorando da un anno”.

Poi sull’ allenatore che lo ha allontanato definitivamente dal Barcellona, ovvero Ronald Koeman: “Mi ha chiamato e mi ha detto che non contava su di me. Ho accettato la decisione ma gli ho detto che avevo un contratto e che quindi mi sarei presentato in fase di preparazione, quando loro non volevano .Non sono riuscito a parlare con Bartomeu. È stato il mio avvocato a farlo. Lasciare il Barcellona è stata dura a causa del modo in cui sono stato disprezzato, ma volevo che i miei figli mi vedessero lasciare il club in grande stile”.

Infine qualche parola sul suo nuovo club, nel quale sta vivendo una seconda giovinezza: “Simeone è uno di quegli allenatore che quando si tratta di convincere un giocatore lo fa. Per la sua mentalità, la sua positività. Dicevano che non ero più nel mio momento migliore, ma lui mi ha trasmesso fiducia. Non ero preoccupato per il modo in cui gioca l’Atletico. Ho giocato in Uruguay, col Liverpool, sapevo mi sarei adattato bene alla filosofia dell’allenatore”.

Fonte: Europacalcio.it

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