Genoa, Zangrillo: “Il calcio è malato”

Genoa Zangrillo – Il presidente del Genoa Alberto Zangrillo ha parlato a margine dell’evento “Incontri d’estate” parlando del Genoa in generale, della situazione del calcio e anche del rapporto con Berlusconi. Ecco le dichiarazioni rilasciate a Telenord.

Giovani allo stadio – “Quando vedi questi giovani ragazzi, e particolarmente i nostri sono meravigliosi che riempiono lo stadio, raccogliamo e diamo ospitalità a ragazzi che altrimenti sarebbero in bar o a studiare. Lo stadio deve essere un luogo sempre più aperto sulle realtà che ci impone la vita sociale. Lo stadio é un enorme teatro e, in una città molto aperta come Genova, dobbiamo riempirlo di cultura e aggregazione oltre le due ore della partita”.

Sullo stadio – “Noi abbiamo visto la coppa dei campioni per quanto riguarda il calcio, gli europei di atletica, il tennis e gli europei. Cosa vediamo subito? Che noi facciamo pena dal punto di vista infrastrutturale. Lo stadio per eccellenza per noi italiani è lo stadio di San Siro, obbrobrio di cemento nella periferia di Milano, poi abbiamo delle piccole realtà nella provincia come Monza e Sassuolo. Invece andiamo a Madrid o Parigi e vediamo queste strutture meravigliose, o il centrale di Wimbledon che si chiude appena vengono due gocce d’acqua.

Siamo ottusamente, passivamente sotto scacco da parte di una politica cieca, non in linea con le aspettative di noi italiani e che non ci meritiamo, fatta di burocrazia. Genova, orograficamente, é ostile perché non ci sono spazi. La cosa che viene in mente é costruire uno stadio sul mare. Prima ci ha pensato qualcuno. Allora, pare che Sampdoria e Genoa siano d’accordo per presentare un progetto in comune. Per una serie di motivi, il Ferraris (il nostro Tempio) dobbiamo considerarlo lo stadio della città e non di uno due club. Facciamo questo sforzo. Essere pronti significa aver fatto il primo passo di un percorso burocratico che vedrà contenziosi”.

Fonte: Europacalcio.it

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