Filis: “Champions e Mondiale? Conta la personalità. Sul Brasile di Ancelotti…” – ESC
Filis si racconta: “Il calcio è dettagli, e io tifo Brasile. Con Ancelotti può volare”
C’è una saggezza che solo chi ha vissuto la solitudine del portiere può possedere. Apostolos Filis, ex estremo difensore di Panionios e PAOK, poi assistente di Oleg Blakhin sulla panchina dell’Olympiacos, oggi osserva il calcio con occhio clinico e giudizio sobrio. Incontrato da Manos Staramopoulos per EuropaCalcio.it, l’ex portiere greco si è lasciato andare a un’analisi profonda sulla Champions League in corso e sulle nazionali che si giocheranno il Mondiale, con un focus speciale sul suo amato Brasile e sul ruolo di Neymar.
Champions League: personalità e dettagli
Quando si parla di coppa, Filis non ha dubbi: non basta il nome sulla maglia.
“La Champions League è un’organizzazione che non perdona gli errori. La maglia da sola non basta; servono profondità, personalità e durata.”
I favoriti? Il suo elenco è preciso e motivato:
“Il Real Madrid è sempre lì. Sa come gestire le grandi serate, ha lo spirito vincente. Il Barcellona sembra riscoprendo il suo ritmo e la sua identità. Il Manchester City ha la perfezione meccanica che i tempi richiedono, mentre il Liverpool porta con sé intensità e tradizione.”
Ma attenzione alle possibili sorprese:
“Il Paris Saint-Germain ha qualità e ambizione, mentre il Bayern Monaco ha la stabilità della scuola tedesca. In queste competizioni, l’esperienza è una moneta di grande valore.”
Il segreto, per l’ex portiere, è nella gestione della pressione:
“Alla fine, chi riesce a gestire meglio la pressione avanza. Il calcio è un gioco di dettagli. Un passo falso, un momento di inattività, e tutto cambia. Lo so bene, visto che sono il portiere.”
Mondiale 2026: il cuore batte per il Brasile
La conversazione si sposta inevitabilmente sulla Coppa del Mondo, e qui Filis lascia spazio all’emozione:
“Tifo per la nazionale brasiliana fin da bambino. La nazionale brasiliana non è solo una squadra; è un’idea, è ritmo, è un sorriso.”
L’arrivo di Carlo Ancelotti in panchina lo intriga particolarmente:
“Con l’italiano Carlo Ancelotti in panchina, mi aspetto un Brasile con più disciplina europea, ma senza perdere la sua scintilla creativa. Ancelotti sa come bilanciare lo spogliatoio e sfruttare il talento.”
Tra le altre nazionali, Filis individua le solite note:
“La nazionale francese è una squadra che sa lottare e ha giocatori importanti come Mbappé, Dembelé, ecc. La nazionale inglese presenta un volto diverso con il tedesco Thomas Tuchel alla guida e giocatori di valore come Harry Kane, Jude Bellingham, Cole Palmer e altri.”
Il caso Neymar: genio e sregolatezza
Inevitable la domanda su Neymar, il talento più discusso e amato del calcio brasiliano. Filis sorride, consapevole della complessità del personaggio:
“Neymar è un calciatore che può rendere possibile l’impossibile. È capace del meglio e del peggio. Se trova concentrazione e lucidità mentale, può guidare la nazionale brasiliana a grandi vette. Altrimenti, può diventare un fattore di instabilità. Tutto dipende dal suo stato mentale.”
Una sintesi perfetta del dualismo che accompagna il campione: genio e instabilità, un equilibrio sottile su cui si gioca il futuro della Seleção.
Il calcio che cambia, l’essenza che resta
In chiusura, Filis torna al quadro generale, con una riflessione che profuma di esperienza:
“Il calcio sta cambiando, sta diventando più veloce, più esigente. Ma l’essenza rimane la stessa: cuore, fede e le giuste decisioni nei momenti critici. Che si parli di club europei o di nazionali, alla fine vince chi crede di più nella propria forza.”
Parole che suonano come un testamento, una lezione per chiunque voglia capire il gioco più bello del mondo. Perché i veri portieri, come Apostolos Filis, non smettono mai di leggere la partita. Anche quando sono fuori dal campo.
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Fonte: Europacalcio.it