Bonny guarda indietro: “Juve sfumata, è stato durissimo. Inter? Un segno del destino”
Dalle delusioni adolescenziali al sogno realizzato con la maglia dell’Inter. Ange-Yoan Bonny si è prestato ad una lunga intervista a L’Équipe, ripercorrendo i momenti chiave della propria carriera: il mancato passaggio alla Juventus, il percorso di crescita in Italia e il presente in nerazzurro. Un storia fatta di difficoltà, riscatto e ambizione.
Seppur non trattata in quest’occasione, nelle scorse ore è tornata alla ribalta anche la questione legata alla Nazionale, con la Costa d’Avorio che ha fatto chiarezza sulla sua posizione dopo le parole del CT Emerse Faé.
Il trasferimento saltato alla Juve: “Un colpo durissimo”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il trasferimento sfumato alla Juventus quando Bonny aveva appena 17 anni. Un’occasione che poteva svoltarne la carriera e che, invece, si è trasformata in una brusca frenata. “Durante le visite mediche i dottori hanno rilevato un problema cardiaco… mi hanno detto che continuare a giocare a calcio sarebbe stato complicato”, racconta l’attaccante, ricordando quel momento come uno dei più difficili della sua vita.
Il passaggio dall’essere vicino ad un traguardo così grande al nulla è stato uno shock: “Passi dall’andare alla Juve al niente: è un duro colpo per un ragazzo pieno di sogni”. Un episodio, date le motivazioni sottostanti, che avrebbe potuto segnare definitivamente il suo percorso, ma che fortunatamente ha rappresentato l’opposto, ovvero un punto di ripartenza.
Fondamentale, in quel momento, è stato il sostegno degli amici e della famiglia. Il ventiduenne racconta come, tornato a Tours, abbia trovato conforto nel suo gruppo di sempre, nel “parcheggio” simbolo della sua adolescenza. Un luogo semplice, ma carico di significato, dove ha condiviso sia la delusione sia, anni dopo, la gioia per il trasferimento all’Inter.
Inter e identità: “Era nel mio destino”
Se la Juventus rievoca un ricordo infelice, l’Inter rappresenta un punto di arrivo (almeno per ora) di un percorso costruito con pazienza. Bonny racconta con un sorriso come il legame con i colori nerazzurri sia nato molto prima del trasferimento: “La mia prima maglia è stata quella dell’Inter”, un regalo della mamma che oggi assume quasi il sapore del destino.
Dopo l’esperienza al Parma, dove ha iniziato a farsi conoscere nel calcio italiano, il passaggio direzione Milano ha rappresentato il salto definitivo. Sotto la guida di Chivu, come nell’ultima parte della sua avventura emiliana, sta vivendo una stagione di ambientamento e crescita, alternandosi nelle rotazioni del reparto offensivo ma mostrando segnali incoraggianti.
A raccontare molto della sua personalità, c’è anche la scelta dell’esultanza, questione mai banale per un centravanti: quel gesto con la mano sull’occhio nasce da un video di petanque diventato un inside joke con gli amici prima e un marchio distintivo poi. “Era una battuta tra noi… alcuni pensano sia un gesto da pirata, mi va bene anche quello”, spiega con leggerezza.
Un mix di spontaneità e consapevolezza che descrive bene un giocatore ancora in evoluzione, ma già capace di ritagliarsi uno spazio in un contesto complesso e competitivo come quello meneghino.
Nodo Nazionale: la Costa d’Avorio chiarisce la situazione
Oltre al campo e il rendimento a livello di club, tiene banco anche il tema legato alla Nazionale per il giovane franco-ivoriano. Negli ultimi giorni, in seguito alle parole del CT degli “Elefeanti”, si erano rincorse voci su una possibile scelta già fatta in favore della Costa d’Avorio, ma la Federazione ci ha tenuto a fare chiarezza con un comunicato ufficiale.
Il sunto è il seguente: Bonny non ha ancora preso una decisione definitiva. La stessa federazione ha sottolineato come il percorso sia ancora in fase di dialogo, smentendo le interpretazioni che parlavano di una scelta già compiuta. Per il giocatore si tratta di una decisione importante, che riguarda identità e futuro internazionale. Nato in Francia ma con radici ivoriane, il numero 14 interista si trova di fronte a un bivio che molti calciatori della sua generazione hanno dovuto affrontare.
Nel frattempo, però, la priorità resta il presente: continuare a guadagnarsi spazio nella Beneamata e consolidare il proprio ruolo. Poi sarà il momento delle scelte definitive, anche in chiave Nazionale. Per ora, tutte le strade restano aperte, come sempre successo nella sua giovane carriera d’altronde.
Fonte: Europacalcio.it