Chivu, rinnovo e cambio modulo per un’Inter tutta “sua”
Nel momento in cui i club iniziano a tirare le somme sulla stagione in corso e a programmare la prossima, l’Inter sembra avere le idee chiare, nonostante ad aspettarla ci sia un finale non scontato, tra campionato e Coppa Italia. A prescindere dalle battute finali, infatti, al centro del progetto ci sarà Cristian Chivu, sempre più saldo sulla panchina nerazzurra e vicino al rinnovo. Ma il punto non è solo la conferma: è la prospettiva concreta di una squadra da costruire secondo idee e principi finora solo parzialmente espressi.
Dal compromesso alla visione, la prima Inter di Chivu
Il lavoro del tecnico romeno fin qui è stato tanto efficace quanto “adattato”. L’ex difensore ha dovuto convivere sin dall’inizio con una struttura già definita, accettando compromessi tattici e di rosa per necessità, più che per scelta, figli anche dell’impegno col Mondiale per club che ne aveva sostanzialmente azzerato i tempi di ambientamento.
Il 3-5-2, eredità pesante ma funzionale, è stato mantenuto anche per mancanza di alternative raggiungibili sul mercato, con operazioni mai concretizzate come quelle per Manu Koné o Lookman nell’estate scorsa, che avrebbero potuto sparigliare le carte.
Eppure, sotto la superficie, il lavoro di Chivu ha già iniziato a modificare l’identità della squadra. Più aggressività e maggiore verticalità, seppur venute meno con il calo fisico nel mese di marzo, ma anche una gestione più fluida in alcune fasi di gioco: tutti segnali di un’evoluzione che non è ancora completa.
Il rinnovo rappresenta quindi molto più di una formalità contrattuale, tutt’altro che banale se si torna ad inizio stagione, piuttosto di un’opportunità guadagnata con il lavoro sul campo. E sarà anche il via libera a una nuova fase, in cui l’allenatore ex Parma non dovrà più adattarsi al sistema ma potrà finalmente costruirlo. Un passaggio chiave, che segna il confine tra gestione e progettazione.
Modulo e mercato: il 4-3-2-1 come chiave del cambiamento
La vera svolta potrebbe arrivare dal sistema di gioco. L’idea sempre più concreta è quella di abbandonare la difesa a tre per virare verso un 4-3-2-1 più moderno, elastico e orientato all’aggressione degli spazi. Un cambio che non sarebbe solo di natura tattica, bensì strutturale, destinato a influenzare profondamente le scelte di mercato da giugno in poi.
Date le premesse, profili come quello del centrocampista francese della Roma tornano alla ribalta per dotare l’ipotetico centrocampo a due del dinamismo necessario, mentre un giocatore come Diaby rappresenterebbe l’elemento ideale per il trio che andrebbe a formarsi dietro all’unica punta, in grado di garantire imprevedibilità e superiorità nell’uno contro uno.
Le riflessioni coinvolgono anche i big: alcune cessioni eccellenti non sono escluse, così come una revisione profonda della rosa, tra veterani ai saluti e altri elementi che hanno già più di un piede fuori dal progetto nerazzurro. Secondo le indiscrezioni, il budget iniziale sarà relativamente contenuto, tuttavia dovrebbero essere proprio le operazioni in uscita a finanziare la rifondazione. Poco ma sicuro, l’Inter che verrà sarà diversa. E, questa volta, porterà davvero la firma del suo allenatore.
Fonte: Europacalcio.it