Milan e Juventus in Europa League: il crollo parte dall’alto
L’Europa League attende Milan e Juventus, gloriose squadre del campionato italiano accomunate da un caos generale ai piani alti: Roma e Como…
MILAN JUVENTUS EUROPA LEAGUE – “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. Sembra questo il mantra da ripetere a Milano e Torino, con Milan e Juventus estromesse dalla prossima edizione della Champions League. A braccetto in Europa League, con i conti che non torneranno a bilancio e con un possibile ridimensionamento tecnico subordinato ai risultati sportivi insoddisfacenti. Diavolo e Vecchia Signora, grandi squadre dal glorioso passato – uniche due italiane a sfidarsi in una finalissima della massima competizione europea – ma con il presente costellato da dubbi, caos e incertezze. Al netto dei risultati, ciò che sembra accomunare le due compagini è una struttura dirigenziale poco chiara, frutto di scelte improvvisate e discutibili a ogni livello.
“Navighiamo a vista”, ha ammesso pubblicamente Giorgio Chiellini all’indomani della sconfitta contro la Fiorentina, non più di una settimana fa. E la poltrona di Damien Comolli già scricchiola. Nel frattempo, a Milano, Gerald Cardinale affida il destino del Milan che verrà a un grande dirigente – sì – Massimo Calvelli, ma profondo conoscitore del tennis e novizio del mondo del calcio. Seguito da Zlatan Ibrahimovic, Senior Advidor di RedBird e dirigente totalmente coinvolto nel fallimento a stelle e strisce nel calcio italiano dal 2023 a oggi.
Roma e Como in Champions League: la prima differenza con Milan e Juventus
Nel frattempo, a Roma e sulle sponde del Lago di Como, si esulta per la certezza di partecipare alla prossima edizione della Champions. Se i lariani hanno avuto la forza di blindare Cesc Fabregas ed esaltarne l’ideale di calcio improntato alla forza di concetti che si stanno dimostrando visionari e lungimiranti, a Roma una scelta fortissima ha permesso a Gian Piero Gasperini di prendere in mano l’aspetto tecnico e condurre la squadra alla super rimonta da terzo posto finale.
I diverbi, anche pubblici, con Claudio Ranieri – istituzione dalle parti della Roma giallorossa e dirigente al quale era stata affidata la ricostruzione tecnica – hanno portato la proprietà a una scelta fortissima e mettere l’allenatore al centro del progetto. Gli ultimi risultati della squadra giallorossa, infatti, sembrano un manifesto programmatico del futuro a tutto Gasp.
Società e strutture compatte, che conducono ai risultati sperati da una parte. Disorganizzazione e totale improvvisazione, dall’altra. La sensazione è che Milan e Juventus dovranno ripartire dalla punta delle proprie piramidi per ritrovare basi e certezze del futuro.
Fonte: Europacalcio.it