La gloria arriva ancora dal dischetto: l’Italia U17 batte il Belgio ed è campione d’Europa

Se contro la Spagna era servita un’impresa, contro il Belgio è servita una prova di carattere forse ancora più grande. L’Italia U17 guidata da mister Franceschini si è laureata campione d’Europa a due anni di distanza dalla prima volta, al termine di una finale sofferta e rimasta in bilico fino all’ultimo. Sotto nel punteggio a cinque minuti dal termine, gli Azzurrini hanno trovato la forza di reagire e di affidarsi ancora una volta alla loro specialità: i calci di rigore.

Una finale complicata, poi la reazione che vale il trionfo

A dir il vero, per lunghi tratti della partita il Belgio ha dato l’impressione di avere qualcosa in più. Gli azzurrini hanno provato a partire forte ma con il passare dei minuti sono stati costretti soprattutto a difendersi e a contenere il possesso dei Diavoli Rossi. La squadra ha faticato a trovare continuità e pericolosità offensiva, complice anche una serata meno brillante del solito per alcuni dei suoi ragazzi più talentuosi.

La Nazionale belga ha costruito le occasioni migliori già nel primo tempo, sfiorando il vantaggio in almeno due circostanze. Nella ripresa il copione non è cambiato e la sensazione era che la partita potesse sbloccarsi da un momento all’altro. Il gol è arrivato infatti all’85’, quando il neoentrato Ojea ha trovato l’iniziativa giusta per battere Lupo e far esplodere la gioia dei suoi.

Sembrava finita. E invece proprio quando l’Europeo sembrava scivolare via, l’Italia ha trovato le energie per l’ultimo assalto. Su un calcio d’angolo, il tiro di Ballarin è stato intercettato con il braccio da Dierckx e l’arbitro ha assegnato il tiro dagli 11 metri. Dal dischetto Fugazzola non ha tremato, firmando l’1-1 al 91′ e trascinando la finale alla lotteria dei rigori, visto che da regolamento non sono previsti i tempi supplementari.

Dal dischetto, l’Italia non perdona e torna regina d’Europa

Se la semifinale contro la Spagna aveva già evidenziato il carattere di questo gruppo, la finale lo ha confermato definitivamente. Ancora una volta i rigori hanno sorriso agli Azzurrini, capaci di gestire la pressione con una maturità sorprendente per ragazzi di appena sedici o diciassette anni.

La serie dagli undici metri è stata ricca di emozioni. Dopo le tre trasformazioni consecutive per parte, è stato ancora il numero 1 Lupo a risultare determinante, neutralizzando il tentativo di Ojea e regalando all’Italia un vantaggio prezioso. Rocca non è riuscito ad approfittarne ma poco dopo Moorthamer ha colpito la traversa, riaprendo la porta al trionfo azzurro.

A quel punto, il destino del torneo è finito sul destro di Diego Perillo. Il centravanti dell’Empoli non ha sbagliato, calciando centrale sotto la traversa e facendo esplodere la festa tricolore, regalando alla selezione di Franceschini il secondo Europeo dopo quello conquistato nel 2024 contro il Portogallo.

Al di là del trofeo, resta soprattutto il messaggio lanciato da questa generazione. In un momento storico complicato per il calcio azzurro a livello di Nazionale maggiore, il settore giovanile continua a produrre risultati, talento e personalità. E forse è proprio da qui che bisogna ripartire per costruire il futuro.

Fonte: Europacalcio.it

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