Falcone il preferito, Montipò l’alternativa: il Torino cerca il nuovo numero uno
Fra le tante questioni affrontate nel summit tra il ds Petrachi e Abate, una ha occupato un posto centrale: la porta del Torino. Dopo una stagione vissuta tra il fallimento di Israel e la sorprendente ascesa di Paleari, il club granata ha deciso di cambiare approccio. Niente più esperimenti o profili da rilanciare. L’obiettivo è quello di individuare un portiere affidabile e con esperienza alle spalle, da cui ripartire immediatamente.
Due profili solidi per un Toro che vuole certezze
La linea tracciata dalla dirigenza non lascia spazio a interpretazioni, il prossimo titolare dovrà rappresentare una garanzia. Il ruolo del portiere è stato considerato troppo delicato per continuare a puntare su scommesse, soprattutto in una squadra destinata a ringiovanirsi ulteriormente sotto la guida di mister Abate.
Per questo motivo, il nome in cima alla lista è quello di Wladimiro Falcone. Il portiere del Lecce è reduce da diverse stagioni ad alto livello e viene considerato il profilo ideale per personalità, affidabilità e continuità di rendimento. I granata seguono con attenzione l’evolversi della situazione societaria salentina, che attende il ds post-Corvino, consapevoli che il club pugliese potrebbe essere disposto a sacrificare alcuni elementi importanti per esigenze di bilancio. Il 31enne romano piace anche a Bologna e Monza ma il Torino è tra le società che si sono mosse con maggiore convinzione.
L’alternativa principale conduce invece a Lorenzo Montipò. La retrocessione dell’Hellas Verona ha inevitabilmente ridimensionato la valutazione del portiere, rendendolo un’opzione economicamente interessante. Con esperienza consolidata in Serie A e costi più contenuti rispetto ad altri profili, l’estremo difensore gialloblù rappresenta una soluzione che ai piani alti continuano a tenere in forte considerazione. Infine, pare più defilata ma non del tutto tramontata la pista Livakovic, con il croato di proprietà del Fenerbahce seguito durante la scorsa finestra di calciomercato invernale.
L’uscita di Israel e occhio ai giovani per il futuro
Prima di affondare il colpo su un nuovo titolare, però, il Torino dovrà risolvere la situazione Israel. Acquistato da Vagnati appena un anno fa per circa 4,5 milioni di euro, l’uruguaiano non è riuscito a convincere né Marco Baroni né Roberto D’Aversa, finendo rapidamente ai margini delle gerarchie e spalancando le porte all’inaspettata stagione da protagonista di Paleari.
Proprio il 33enne di Giussano, nonostante abbia ben figurato tutto sommato, è destinato a tornare nel ruolo di secondo. Il suo rendimento è stato superiore alle aspettative ma la società ritiene necessario alzare ulteriormente il livello del reparto con un profilo in grado di fornire maggiori garanzie.
Nel frattempo, Petrachi sta guardando anche al futuro. Tra i nomi monitorati c’è quello di Diego Mascardi dello Spezia, portiere nel giro dell’Under 21 azzurra che potrebbe essere acquistato per poi crescere alle spalle di un titolare o maturare esperienza in prestito.
Insomma, il Toro sta lavorando su due orizzonti temporali differenti: trovare subito il numero uno che possa dare sicurezza alla squadra di Abate e, parallelamente, investire su giovani prospetti destinati a raccoglierne un giorno l’eredità. Al momento Falcone resta il favorito ma il casting per la nuova porta granata è soltanto all’inizio.
Fonte: Europacalcio.it