Antognoni: “Ai Mondiali non basta essere grandi, ma immortali” – ESC EC
Giancarlo Antognoni: “Ai Mondiali bisogna diventare immortali”
Ci sono campioni che lasciano trofei e altri che lasciano un’eredità. Giancarlo Antognoni appartiene alla seconda categoria. L’ex capitano della Fiorentina e campione del mondo con l’Italia nel 1982 ha concesso un’intervista esclusiva al giornalista Manos Staramopoulos, corrispondente dalla Grecia per EuropaCalcio.it, soffermandosi sulle protagoniste del Mondiale 2026.
Dallo scenario suggestivo dello Stadio Pancretano di Creta, Antognoni ha analizzato le principali candidate al titolo con la lucidità e l’eleganza che hanno caratterizzato la sua carriera.
La Francia e un attacco da sogno
Secondo Antognoni, la Francia dispone di uno dei reparti offensivi più devastanti del panorama internazionale. L’ex fantasista azzurro ha evidenziato le qualità di Michael Olise, Ousmane Dembélé e soprattutto di Kylian Mbappé.
Per l’ex numero 10, la forza dei Bleus risiede nella capacità di trasformare un singolo episodio in un momento decisivo.
Argentina e l’eredità di Messi
Spazio anche all’Argentina, guidata ancora da Lionel Messi. Antognoni ha sottolineato la consapevolezza di una squadra che conosce il sapore della vittoria e possiede la serenità delle grandi nazionali.
Più che il talento, a fare la differenza sarebbe l’esperienza accumulata ai massimi livelli.
Portogallo, Spagna e il Brasile di Ancelotti
Parlando del Portogallo, l’ex campione del mondo ha esaltato Vitinha e Joao Neves, definendo Cristiano Ronaldo “un eterno”, uno di quegli atleti che finiscono per sfidare il tempo stesso.
Promossa anche la Spagna, capace di fondere l’esperienza di Rodri con la freschezza di Nico Williams e Lamine Yamal.
Un pensiero particolare è stato dedicato al Brasile guidato da Carlo Ancelotti, un connubio che, secondo Antognoni, unisce la creatività sudamericana alla disciplina europea.
La Norvegia possibile sorpresa
Tra le outsider, Antognoni ha indicato la Norvegia. Una scelta non casuale, motivata dalla presenza di un fuoriclasse come Erling Haaland.
L’ex bandiera della Fiorentina ha spiegato come le sorprese nei grandi tornei nascano dalla convinzione e dalla personalità.
Un concetto che riassume perfettamente il suo pensiero: “Ai Mondiali non basta essere grandi; bisogna diventare immortali”. Una frase che racchiude l’essenza stessa del calcio e il pensiero di uno dei più raffinati interpreti della storia azzurra.
Fonte: Europacalcio.it