Machlas: “OFI, la mia vita. Gerrard secondo padre. Sulla Scarpa d’Oro…” – ESC EC
Machlas si racconta: “L’OFI è la mia vita, Gerrard il mio secondo padre. La Scarpa d’Oro con il Vitesse? Portavo la Grecia con me. E sui Mondiali…”
Ci sono calciatori che hanno lasciato il segno con i numeri. Ci sono anche quelli che hanno lasciato un’emozione. Nikos Machlas appartiene alla seconda categoria, la più rara. Un attaccante che non ha segnato solo gol, ma anche momenti. Che non si è limitato a indossare la maglia, ma ha portato con sé luoghi, persone e ricordi.
Il primo e unico calciatore greco ad aver vinto la Scarpa d’Oro come capocannoniere di tutti i campionati europei, ma con la maglia del Vitesse. In un incontro a Heraklion, dove tutto ebbe inizio, la conversazione con Manos Staramopoulos, corrispondente di EuropaCalcio.it, è presto tornata alle origini.
“L’OFI è il motivo per cui amo il calcio. Ce l’ho nel cuore”
Machlas parla del suo amore per il club cretese:
“L’OFI è il motivo per cui amo il calcio. Ce l’ho nel cuore. Per me non è un club; è un’idea, è parte integrante della mia vita. È lì che sono cresciuto, è lì che sono diventato uomo, è lì che ho imparato a sognare.”
Eugene Gerrard: “Il mio secondo padre, mi ha formato come uomo”
Quando la conversazione arriva all’uomo che più di chiunque altro aveva segnato il suo percorso, la sua voce si abbassa:
“Eugene Gerrard non era solo il mio allenatore. Era il mio secondo padre. Mi ha formato come calciatore, ma soprattutto come persona. Mi ha insegnato a rispettare il gioco e a rispettare me stesso.”
La Scarpa d’Oro con il Vitesse: “Portavo la Grecia con me”
Da Creta ad Arnhem, dall’OFI al riconoscimento europeo, Machlas ricorda ancora il momento in cui sentì che tutta la Grecia lo accompagnava:
“Quando Zorbas entrava nello stadio del Vitesse dopo ogni gol, sentivo di non essere l’unico a festeggiare. Sentivo di portare la Grecia con me. In Olanda ho imparato cosa significa professionalità. Lì il calcio è una scienza, ma è anche una gioia.”
Il percorso: OFI, Vitesse, Ajax, Siviglia, Iraklis, il ritorno
Il suo percorso è stato unico: dall’OFI al Vitesse, dove nella stagione 1997-98 segnò 34 gol in 32 partite e vinse la Scarpa d’Oro europea, poi all’Ajax, al Siviglia, all’Iraklis, al ritorno a Creta e infine con l’APOEL di Cipro.
Con la maglia della nazionale greca, ha indossato l’emblema nazionale 61 volte e segnato 18 gol. Tra questi, quello contro la nazionale russa, che sancì la storica qualificazione ai Mondiali del 1994.
I favoriti per il Mondiale: “Brasile, Spagna, Argentina, Portogallo e Inghilterra“
Machlas riflette un attimo prima di rispondere:
“Il Brasile è sempre tra i favoriti e ora ha un uomo di enorme esperienza come Carlo Ancelotti. La Spagna è la campionessa europea e ha forse il piano di gioco più completo. L’Argentina ha ancora Lionel Messi e questo di per sé cambia gli equilibri. Il Portogallo ha una generazione molto forte, con Cristiano Ronaldo che rimane un punto di riferimento e con giocatori come Vitinha e João Neves che danno nuovo slancio. E ho la sensazione che l’Inghilterra possa presentarsi più matura che mai questa volta.”
Il ritorno alle origini: “A Creta, all’OFI, al bambino che correva dietro a un pallone”
Poco prima di concludere, torna al punto di partenza. A Creta. All’OFI. E al bambino che un tempo correva dietro a un pallone senza sapere che sarebbe diventato uno dei più grandi marcatori che il calcio greco abbia mai prodotto.
Nikos Machlas ha segnato gol, ma ha anche regalato emozioni. E questo, forse, è il suo vero, indelebile, trofeo.
Fonte: Europacalcio.it