Inchiesta ultrà, Ferdico: “Dimarco e il patto tra curve”
L’inchiesta sulle curve di San Siro si arricchisce di nuovi sviluppi. Dopo Andrea Beretta, anche Marco Ferdico, ex capo ultras dell’Inter, ha deciso di collaborare con la giustizia. Nei verbali degli interrogatori, anticipati dal Corriere della Sera, il 41enne ha fornito ulteriori dettagli sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, sui rapporti tra la Curva Nord e la ‘ndrangheta, oltre a fare riferimento ai contatti avuti con il calciatore Federico Dimarco.
Le confessioni di Ferdico sull’omicidio Boiocchi
Assistito dall’avvocato Francesco Provenzano, Ferdico è stato interrogato dai pubblici ministeri Paolo Storari e Stefano Ammendola il 30 maggio, il 9 giugno e il 22 giugno 2026.
L’ex leader della Curva Nord ha ammesso il proprio coinvolgimento nell’omicidio di Vittorio Boiocchi, avvenuto il 29 ottobre 2022 prima di Inter-Sampdoria, indicando anche il ruolo di altri partecipanti all’agguato.
Secondo quanto dichiarato, per mantenere il controllo della Curva Nord sarebbe stato necessario il sostegno della ‘ndrangheta.
“Per tenere la Curva Nord di Milano ci voleva la ‘ndrangheta, glielo ho detto io, e Beretta può confermarlo”.
Le dichiarazioni su Federico Dimarco
Tra i passaggi più discussi dei verbali figurano quelli dedicati a Federico Dimarco, esterno dell’Inter e della Nazionale italiana.
Secondo il racconto di Ferdico, dopo la conquista dello Scudetto della seconda stella il giocatore avrebbe promesso alcuni regali ai vertici della curva.
“In occasione dello scudetto della seconda stella ci aveva promesso, a me e a Beretta, un anello con un brillante”.
L’ex capo ultras ha spiegato di essersi rivolto al manager del calciatore, Andrea Opi, chiedendo un riconoscimento per la curva.
“Lui mi ha risposto che era pronto a regalare a me, a Bellocco e a Beretta tre anelli con il brillante”.
Sempre secondo il verbale, Dimarco avrebbe espresso il desiderio di avere un nuovo coro dedicato.
“Si lamentava che mentre quello fatto a Calhanoglu era particolarmente bello, quello suo lo era meno”.
Le dichiarazioni rappresentano esclusivamente il contenuto dei verbali depositati nell’ambito dell’inchiesta e dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario.
Il presunto patto tra Curva Nord e Curva Sud
Un altro capitolo delle dichiarazioni riguarda il presunto accordo tra la Curva Nord dell’Inter e la Curva Sud del Milan in occasione della Champions League 2022/23.
Secondo Ferdico, il via libera sarebbe arrivato da Rosario Trimboli, ritenuto dagli investigatori vicino alla ‘ndrangheta.
L’accordo prevedeva che la curva della squadra qualificata alla finale versasse il 30% degli incassi derivanti dalla trasferta all’altra tifoseria organizzata.
Stando al racconto dell’ex ultras, Luca Lucci, allora leader della Curva Sud, avrebbe prima consultato Trimboli, ricevendo successivamente il consenso.
“Ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina”.
L’inchiesta prosegue
Le dichiarazioni di Marco Ferdico ampliano ulteriormente il quadro investigativo sulla gestione del tifo organizzato a San Siro e sui presunti rapporti tra gruppi ultras e criminalità organizzata.
Nei prossimi mesi il materiale raccolto dagli inquirenti sarà oggetto di approfondimenti processuali, mentre continueranno gli accertamenti per verificare tutti gli elementi emersi dalle nuove confessioni.
Fonte: Europacalcio.it