Inter e Rocchi, chiesta l’archiviazione: nessuna combine

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per presunta frode sportiva che coinvolgeva l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e, per la prima volta emerge ufficialmente, anche l’Inter. Dopo due anni di accertamenti, i magistrati hanno escluso l’esistenza di un sistema illecito finalizzato a condizionare le designazioni arbitrali o il regolare svolgimento delle gare.

Restano, invece, gli approfondimenti di competenza della giustizia sportiva, alla quale sono stati trasmessi gli atti.

La Procura esclude qualsiasi combine

Secondo la richiesta di archiviazione, gli inquirenti hanno ricostruito i singoli episodi oggetto d’indagine. Non hanno individuato, però, elementi idonei a dimostrare un sistema organizzato volto a manipolare le designazioni arbitrali.

Nella nota firmata dal procuratore Marcello Viola viene evidenziata la differenza tra eventuali interferenze, prive di rilevanza penale, e il reato di frode sportiva, che richiede comportamenti fraudolenti concretamente diretti ad alterare la regolarità di una singola partita.

Per questo motivo la Procura ha concluso che non vi siano i presupposti per sostenere l’accusa.

Anche l’Inter era iscritta nel registro degli indagati

Dalla richiesta di archiviazione emerge un dettaglio rimasto finora riservato. Anche l’Inter era stata iscritta nel registro degli indagati ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

L’ipotesi investigativa riguardava un presunto concorso, con soggetti del club nerazzurro non identificati, nelle assegnazioni arbitrali effettuate da Gianluca Rocchi.

Tra le gare finite sotto la lente degli investigatori figuravano Bologna-Inter di Serie A 2024/25, Inter-Milan di Coppa Italia 2024/25, un’altra Bologna-Inter 2024/25. Infine Torino-Inter della stagione 2025/26.

Gli atti passano alla giustizia sportiva

Sul piano penale l’inchiesta si avvia dunque verso la chiusura con la richiesta di archiviazione, ma il procedimento non è del tutto concluso.

La Procura di Milano ha infatti trasmesso gli atti alla Procura Generale del CONI e alla FIGC, che valuteranno l’eventuale esistenza di profili di rilevanza disciplinare o sportiva.

Contestualmente è stato trasferito alla Procura di Monza il filone relativo alle cosiddette “bussate” nella sala VAR di Lissone, che seguirà un autonomo percorso investigativo. Sul piano penale viene esclusa l’ipotesi di combine e di un sistema volto a favorire l’Inter attraverso le designazioni arbitrali.

Fonte: Europacalcio.it

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