Infantino all’ONU? L’indiscrezione che scuote calcio e politica

L’indiscrezione del New York Post apre un nuovo scenario

Il nome di Gianni Infantino finisce al centro di uno scenario che va ben oltre il calcio. Secondo quanto riportato dal New York Post, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vedrebbe l’attuale numero uno della FIFA come possibile futuro segretario generale dell’ONU.

L’indiscrezione ha rapidamente attirato l’attenzione della politica internazionale e del mondo sportivo. Più che una semplice voce, viene interpretata da molti osservatori come un segnale politico utile a misurare reazioni e possibili equilibri diplomatici.

Il rapporto tra Trump e Infantino

Negli ultimi mesi il rapporto tra Donald Trump e Gianni Infantino si è rafforzato in occasione dell’organizzazione dei Mondiali 2026. I due sono apparsi insieme in numerosi eventi ufficiali e il presidente della FIFA ha più volte sottolineato l’importanza della collaborazione con la Casa Bianca.

Secondo il New York Post, Trump ritiene che Infantino possieda una qualità fondamentale per guidare le Nazioni Unite: la capacità di dialogare con governi e culture differenti. Un profilo costruito anche grazie alla guida della FIFA, organizzazione che riunisce ben 211 federazioni affiliate, un numero superiore ai 193 Stati membri dell’ONU.

Gli ostacoli verso le Nazioni Unite

L’eventuale nomina, però, appare tutt’altro che semplice. Il futuro segretario generale dell’ONU deve ottenere prima il via libera del Consiglio di Sicurezza, dove i cinque membri permanenti dispongono del diritto di veto, e successivamente l’approvazione dell’Assemblea Generale.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la volontà dello stesso Infantino, che ha già manifestato l’intenzione di candidarsi per un nuovo mandato alla guida della FIFA, forte del sostegno della maggioranza delle federazioni affiliate.

Tra prestigio, stipendio e polemiche

Una possibile candidatura del dirigente svizzero modificherebbe anche gli attuali equilibri geopolitici. Molti osservatori ritengono infatti che il prossimo segretario generale debba provenire dall’America Latina o dai Caraibi, rafforzando candidature come quelle di Michelle Bachelet e Rafael Grossi.

Sul piano personale, un eventuale trasferimento all’ONU comporterebbe anche un significativo sacrificio economico. Il compenso annuale di Infantino alla FIFA supera i sei milioni di dollari, mentre quello del segretario generale delle Nazioni Unite è di circa 418 mila dollari.

L’indiscrezione arriva inoltre in un momento delicato per il presidente della FIFA, già al centro delle discussioni dopo il caso Folarin Balogun, che ha riacceso il dibattito sul rapporto tra politica e calcio.

Al di là dell’effettiva possibilità che Gianni Infantino possa un giorno succedere ad Antonio Guterres, questa vicenda conferma come il calcio moderno rappresenti ormai uno strumento di influenza internazionale, capace di intrecciarsi sempre più con diplomazia, istituzioni e strategie geopolitiche.

Fonte: Europacalcio.it

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