Buffon: “Pirlo? Felice per lui, si è evitato un percorso impervio”
Le ultime vicende riguardanti la Nazionale stanno creando umori e opinioni contrastanti in tutti i tifosi azzurri e non solo. Sul mancato arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina e la scelta di puntare sull’usato garantito come Roberto Mancini si è espresso anche Gianluigi Buffon, ex dirigente della federazione che ha abbandonato l’incarico in seguito alla disastrosa gara contro la Bosnia. Di seguito le parole dell’ex portiere della Nazionale ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
ITALIA, BUFFON: “MANCINI? SPERIAMO DI RITROVARE LO SLANCIO DELL’EUROPEO. PIRLO SI È EVITATO UN PERCORSO IMPERVIO”
IL RITORNO DI MANCINI – “E ora c’è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare, con Mancini, lo slancio che ci ha portati all’Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale. Se le scuse di Mancini sono sufficienti? Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così. Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione. L’addio del 2023 resta. Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza”.
QUESTIONE PIRLO – “Sono contento che Andrea si sia evitato un percorso così impervio, visto che le premesse non erano delle migliori. Il discorso sito russo è stato un tentativo politico, goffo e mal riuscito per farlo etichettare come “impresentabile”… Ma nonostante queste cose spiacevoli – conclude Buffon – rimango fervidamente convinto del fatto che bisogna amare l’Italia con l’austera passione dell’esule in patria”.
CONTE COME PRIMA SCELTA – “Bello parlare con Maldini e Leonardo, mi avevano proposto un ruolo da dirigente delle nazionali, coordinamento tra la A e le Under. Il loro entusiasmo mi ha fatto vacillare, ma sono rimasto della mia idea. Se fossi dt? Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire “quello è la persona giusta”, senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale”.
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Fonte: Europacalcio.it