Bisseck: “Alla prima chiamata dell’Inter non ci credevo. Imparato tanto da…”

Alla nona edizione del Festival dello sport di Trento, tra gli ospiti della prima giornata era presente Yann Bisseck. Così il difensore dell’Inter:

“Gigante? Sì, perchè sono alto. Perchè non sono esploso subito? Devono funzionare tante cose, non essere infortunato, piacere all’allenatore ma se continui a fare le tue cose, a volte succede qualcosa di buono. La strada è stata dura, in Portogallo ero infortunato otto mesi, pensavo forse di lasciare ma ho avuto un’altra opportunità e grazie a famiglia, amici e compagni di squadra ho superato il momento.

Prima di arrivare in Danimarca, non ho fatto il massimo per il mio corpo ma in questo lavoro devi essere calciatore ventiquattro ore. Poi l’Inter, era un pò surreale, non ti aspetti una squadra così grande, all’inizio non ci credevo, poi è stato facile venire qua. A volte devi provare qualcosa, non solo fare uno step dopo l’altro.

IMPARARE L’ITALIANO – “Imparare l’italiano? E’ sempre un segnale di rispetto, parlo anche davanti a tante persone”.

DA CHI HA IMPARATO TANTO –  “Darmian, molto intelligente, gioca prima con la testa. Sono migliorato a livello tattico“.

INZAGHI-CHIVU – “Non così differenti. Simone vive tanto le partite, sarebbe entrato in campo con noi ma anche mister Chivu è dentro la partita, il focus con lui è sulla mentalità. E’ un grandissimo piacere e lui ha fatto un grande lavoro“.

GLI ERRORI – “Devi imparare a conviverci, se fai un errore al minuto venti, ne hai altri settanta da giocare. Nel calcio, nella vita ci sono momenti che fanno male, tra dieci anni potrò dire che sarò cresciuto”

GERMANIA – “Klopp? Ha una energia, oggi si dice aura, impressionante. Quando parla, ti senti meglio, sempre sorridente. Voglio ancora tornarci, prima devo fare bene qua”.

INTEGRAZIONE – “La gente ti vede sempre in tv, se sbagli, sono milioni di persone e per loro è facile scriverti qualcosa. Non ho spazio per la stupidità, il razzismo esiste ed esisterà sempre, alla fine non puoi mettere l’1% della testa sulla gente“.

CAMERUN – “Mi sento sia tedesco che camerunense. Voglio fare qualcosa anche per i bambini, per l’Africa, non voglio essere ricordato solo per il calcio“.

INTER – “Facile sentirsi a casa, mi piace vivere a Milano. C’è tutto, l’ambiente mi tratta bene, volevo prolungare il mio contratto, orgoglioso della fiducia. Ho venticinque anni, a ventotto-ventinove penso un difensore arriva al suo prime. Siamo forti, dobbiamo dimostrare di essere i più forti. Vogliamo vincere la Champions, siamo andati due volte vicini“.

ATTACCANTI DIFFICILI DA MARCARE – “Questi che non toccano molti palloni, Haaland e poi fanno due-tre gol. Puoi essere perfetto novantadue minuti, poi sbagli una volta e perdi la partita… Lautaro, Thuram sono forti, tutti un pò diversi ma difficili da marcare“.

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Fonte: Europacalcio.it

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