Italia, il pareggio con la Francia vale più di un punto
Il risultato dice 1-1, la partita racconta qualcosa di più
Ci sono pareggi che lasciano la sensazione di un’occasione persa e altri che, al contrario, raccontano la crescita di una squadra. Francia-Italia appartiene alla seconda categoria.
L’1-1 dello Stade de France non consegna agli Azzurri una vittoria, ma restituisce una certezza: questa Italia può stare dentro partite di altissimo livello senza necessariamente subirne il peso.
La Francia ha avuto più possesso, ha creato occasioni e ha costretto Gianluigi Donnarumma a compiere diversi interventi decisivi. Ma l’Italia non si è limitata a difendersi. Ha provato a giocare, ha accettato di soffrire e, soprattutto, ha avuto la reazione necessaria quando la partita sembrava indirizzata verso i padroni di casa.
Il gol di Michael Olise, arrivato al 55′ su calcio di punizione, avrebbe potuto spezzare l’equilibrio psicologico della gara. Invece gli Azzurri hanno continuato a restare dentro la partita, fino a trovare con Alessandro Bastoni la rete dell’1-1.
Bastoni e Donnarumma, due facce della stessa Italia
Il pareggio porta due firme simboliche.
Quella di Bastoni rappresenta la capacità di una squadra di reagire nel momento più complicato. Il difensore ha approfittato di un errore della retroguardia francese e ha trasformato in gol una delle occasioni costruite dagli Azzurri nella ripresa.
Quella di Donnarumma, invece, racconta la capacità di resistere. Il portiere è stato determinante soprattutto nella seconda parte dell’incontro, quando la Francia ha aumentato la pressione alla ricerca del nuovo vantaggio.
Ed è proprio qui che il pareggio assume un significato particolare. Una squadra in costruzione deve anche sapere riconoscere i momenti nei quali non può imporre il proprio calcio. L’Italia ha saputo soffrire senza smettere di cercare la soluzione offensiva.
Mancini vede una squadra, non ancora un prodotto finito
Le parole di Roberto Mancini fotografano bene il momento della Nazionale. Il commissario tecnico ha parlato di una squadra capace di difendere e attaccare insieme, sottolineando la volontà di continuare a giocare anche contro una Francia piena di campioni.
È un passaggio importante.
Dopo anni nei quali la Nazionale italiana ha alternato risultati e prestazioni, il vero obiettivo non può essere individuato in un singolo risultato. Un pareggio a Parigi non cancella ciò che è stato e non garantisce ciò che sarà. Può però diventare una tappa significativa di un percorso.
Il 4-1 contro la Turchia aveva mostrato una squadra capace di produrre calcio e segnare con continuità. A Parigi è arrivata la prova complementare: organizzazione, sofferenza e personalità contro un avversario di livello superiore.
La nuova Italia deve imparare a non avere paura
L’Italia non deve trasformare ogni buona prestazione in una promessa di rinascita definitiva. Deve invece costruire una normalità diversa: affrontare le grandi squadre senza partire già battuta, giocare quando è possibile e soffrire quando necessario.
Il pareggio con la Francia non è una consacrazione. È un segnale.
La classifica del Gruppo 1 della UEFA Nations League vede la Francia a 7 punti, il Belgio a 6 e l’Italia a 4, con la Turchia ancora ferma a zero.
Lunedì, contro la Turchia a Bologna, arriverà un altro tipo di esame. Meno prestigioso, forse, ma non meno importante. Perché una Nazionale ambiziosa non si misura soltanto nelle notti di Parigi. Si misura soprattutto nella capacità di dare continuità a ciò che ha costruito.
A Parigi l’Italia ha dimostrato di poter giocare alla pari con una grande squadra. Adesso deve dimostrare di poterlo fare con continuità.
Il risultato è 1-1. Il percorso, invece, è appena cominciato.
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Fonte: Europacalcio.it