Gila: “Molto contento al Milan, non potevo dire di no; Amorim moderno, Sarri mi ha insegnato tanto. Anche l’Inter…”

Presente nel terzo giorno della nona edizione del Festival dello Sport di Trento, Mario Gila, difensore del Milan è stato accolto da tanti tifosi rossoneri. Le dichiarazioni principali del difensore spagnolo:

“Sono molto contento di essere in questa società, abbiamo fatto un mercato molto importante a livello economico, io cerco di aiutare la squadra in tutti i momenti e dare quello che sono.

C’erano diverse squadre, ho scelto il Milan perché è una squadra che quando ti chiama con la sua storia così importante è difficile dire di no. Sì, mi aveva cercato anche l’Inter. La soddisfazione di poter vincere con chi non lo fa da un pò è maggiore. Pensavo di trovarmi bene ma dopo averli conosciuti, sono ancora più contenti“.

Sul mister Amorim: “Moderno, siamo all’inizio del progetto, bisogna dare tempo. Non ti chiede solo il lavoro tattico, è un allenatore completo, adesso nel calcio bisogna essere forti in tante fasi e lui cerca di trasmetterlo ma ha la tranquillità di sapere che siamo all’inizio e siamo contenti di averlo in squadra“.

Gila aggiunge: “Il livello attuale è quello dove siamo, di Europa League. Ora bisogna lavorare, l’obiettivo è entrare dentro in Champions e siamo il Milan, lavorare per arrivare a lottare per lo Scudetto. Al Milan devi vincere sente, senti questa pressione ma i risultati arriveranno. Arrivare in Champions è fattibile, normale vedere Inter la più forte, tanto tempo insieme, la Roma con un anno e mezzo di Gasperini… vorrei vedere il Milan dopo cinque anni di progetto. C’è il Como che sta facendo molto bene con Cesc, poi c’è il Napoli… un bellissimo campionato. E siamo all’altezza anche per l’Europa League.

Gabbia, Maignan, Modric li metto dentro i leader. Gabbia lavora come un matto, Maignan è molto presente, comanda dietro la linea. Camarda è molto simpatico, lo vedo come un fratello piccolo.

Il mio idolo da piccolo? Sergio Ramos. Al Milan mi fisso in Nesta, un esempio e ho fatto il suo stesso percorso, Lazio e Milan.

Mi sono sentito calciatore quando sono andato all’Espanyol, il Barcellona non è andato deciso, poi in Italia, niente da rimpiangere.

Sarri? Mi ha insegnato tanto. Molto difficile all’inizio, lui lo sa. Una persona incredibile, lui è molto più tattico, ordinato e sono esperienze che ti fanno crescere.

La Spagna? Contentissimo per loro, bisogna fare di più per una chiamata. Lamine Yamal è molto forte, una follia lo sia così da molto giovane”.

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Fonte: Europacalcio.it

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