Gasperini: “Ritorno all’Atalanta? Casa a Bergamo non l’ho venduta”
Gian Piero Gasperini è totalmente concentrato sulla lotta scudetto della sua Roma e nel corso del cammino giallorosso c’è il Como, avversario complicatissimo da affrontare in trasferta, per di più al ritorno di una sosta così lunga. Nel cuore del tecnico di Grugliasco, però, ci sarà per sempre l’Atalanta, la squadra con cui è diventato grande e che gli ha permesso addirittura di trionfare in Europa, grazie all’Europa League conquistata nel 2024. Nel corso di un’intervista concessa a Il Corriere di Bergamo, Gasperini ha ripercorso le tappe della sua carriera e non ha escluso un suo ritorno in nerazzurro.
GASPERINI: “NON HO VENDUTO CASA A BERGAMO, NON ESCLUDO UN RITORNO ALL’ATALANTA. LO SCUDETTO CON LA ROMA…”
RIFIUTO ALLA JUVE – “Perché un anno fa, ha rifiutato la Juve, dov’è cresciuto calcisticamente? No comment. Al limite, posso riconoscere che ho lasciato l’Atalanta, nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più”.
L’ATALANTA – “Se hanno compreso tutti che all’Atalanta ho ottenuto il massimo? Mi pare proprio di sì. Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico. Emozione contro l’Atalanta l’anno scorso? Ci mancherebbe altro. Bergamo è stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo. Tornare all’Aatalanta? E chi può escluderlo? Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta“.
LA ROMA – “È una realtà completamente diversa, ovviamente. Ma non è una brutta città. Il problema più grosso è la sua cucina. Devo stare attento alle carbonare, sto ingrassando troppo. Sogno scudetto alla portata? Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”.
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Fonte: Europacalcio.it